La 1a Commissione del Consiglio Comunale di Perugia ha votato favorevolmente la modifica al regolamento sulel sale giochi. “Dopo aver partecipato ad entrambe le sedute della 1° commissione, nel corso delle quali si è discusso il nuovo regolamento per i giochi leciti, nella seduta odierna ho sostenuto e votato a favore dell’approvazione del nuovo regolamento”.

E’ quanto fa sapere il Consigliere Giacomo Cagnoli, (FI)

Cagnoli spiega di aver apprezzato “particolarmente la precisa volontà della giunta Romizi di contrastare il fenomeno della ludopatia sempre più diffusa fra tutte le fasce di età, in particolare i giovani, nonché la scelta di anticipare l’orario di attività delle sale giochi fino alle ore 01:00 e non più fino alle 03:00.

Inoltre il divieto di localizzare sale giochi nell’area di Fontivegge permetterà di controllare più a fondo l’area della stazione impedendo l’instaurarsi di situazione potenzialmente pericolose per l’ordine e l’interesse pubblico”.

La I Commissione Consiliare Permanente Affari istituzionali, presieduta da Armando Fronduti, ha dedicato la seduta odierna proprio all’esame della Preconsiliare n. 67: modifiche ed integrazioni al Regolamento per i giochi leciti.

Al termine del dibattito l’atto è stato approvato all’unanimità con 5 voti a favore (Cagnoli, Rosetti, Leonardi, Pastorelli e Fronduti).

Nel corso della riunione di oggi la Commissione del Consiglio Comunale di Perugia ha approfondito la preconsiliare nel confronto con l’assessore Cristiana Casaioli, la dott.ssa Epifani ed i rappresentanti del Corpo dei Vigili Urbani.

In apertura di seduta Stefano Giaffreda ha segnalato che finora il sistema dei controlli, per via di una normativa non del tutto adeguata, non ha ben funzionato, visto che le sale slot aprivano tramite autorizzazione condizionata da parte della Questura salvo poi essere chiuse a seguito di controlli effettuati sul rispetto delle distanze e prescrizioni varie. Tuttavia spesso tali provvedimenti rimanevano comunque inefficaci.

Il sottotenente dei vigili Simonetta Polimanti ha riferito che nel tempo è stato garantito un attento servizio di verifica delle irregolarità, con conseguente adozione dei necessari provvedimenti di chiusura degli esercizi. La novità attuale, rispetto a quanto descritto da Giaffreda, è che le sale slot non possono aprire più con autorizzazioni condizionate e col rischio di mancato rispetto delle distanze, visto che la Questura, prima di rilasciare il titolo abilitativo, richiede al Comune la preventiva verifica del requisito delle distanze di legge.

Secondo Bori il gioco d’azzardo rappresenta una piaga sociale contro la quale occorre fare il massimo sforzo per limitare la presenza dei locali dedicati al gioco ed evitare che il vizio si diffonda soprattutto tra i giovanissimi. Uno dei casi più eclatanti accaduti finora è stato quello di Porta Pesa dove, solamente grazie ad una battaglia del pd – ha detto Bori – è stato possibile scongiurare l’apertura di una sala scommesse nei pressi della scuola.

Ad illustrare gli aspetti politici della preconsiliare è stato l’assessore Cristiana Casaioli

Quella in oggetto –ha detto – è una tematica importante sulla quale è massima l’attenzione da parte della giunta al fine di contrastare in ogni modo possibile la diffusione della ludopatia.

Il regolamento in menzione, nella sua versione originaria, è stato approvato con atto del Consiglio comunale 179 del 2005 e poi modificato in minima parte nel 2017 solo con riferimento all’attuazione dei limiti distanziometrici previsti dalla legge regionale 21 del 2014. Attraverso la preconsiliare – ha spiegato l’assessore Cristiana Casaioli – si è provveduto ad adeguare il Regolamento alle molteplici modifiche intervenute nel tempo ad opera, principalmente, della legge finanziaria 2006 (266 del 2005) e della citata legge regionale 21 del 2014, nonché ad introdurre alcune scelte di tipo strategico-politico di particolare rilevanza.

“Sono due – ha commentato l’assessore – gli aspetti qualificanti della proposta.

Fin dal giugno del 2016 il Comune di Perugia ha aderito al “Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”, con l’obiettivo di contrastare il fenomeno della dipendenza da gioco d’azzardo. Per questo oggi, alla luce della facoltà concessa ai Comuni dalla normativa regionale, abbiamo stabilito (art. 8) il divieto assoluto di installazione degli apparecchi da gioco anche in tutti i locali, spazi ed impianti di proprietà dell’Ente, oltre che in luoghi di cura, istituti scolastici, sedi e strutture universitarie, pertinenze di luoghi di culto. Allo stesso modo (nel successivo articolo 10), nel ribadire il divieto di apertura di sale giochi a meno di 500 metri da scuole, luoghi di culto, centri di vario tipo frequentati da giovani, abbiamo inteso individuare quale ulteriore luogo sensibile la stazione ferroviaria Perugia – Fontivegge (Piazza Vittorio Veneto), in relazione al considerevole afflusso di utenti di ogni età nell’arco della giornata e alle esigenze specifiche di tutela della sicurezza urbana dell’area. Riteniamo, infatti, che questa sia un’area particolarmente delicata che richiede un’attenzione specifica ed una progettualità mirata che, non a caso, è già in corso dall’inizio del mandato”.

E’ fatta salva, in ogni caso, la possibilità per la giunta, con proprio provvedimento motivato, di individuare ulteriori luoghi sensibili tutelati ai sensi dell’articolo 10, tenuto conto dell’impatto dell’attività di gioco sul contesto urbano e sulla sicurezza di aree specifiche nonché di eventuali problematiche di viabilità, inquinamento acustico e disturbo alla quiete pubblica.

Dal punto di vista tecnico, nel regolamento sono stati attuati i principi relativi alla semplificazione delle procedure amministrative di autorizzazione previsti dalla normativa nazionale (legge finanziaria 2006, legge di stabilità 2013 e decreto del Ministero dell’economia e finanze del 2011).

Per ciò che concerne la legge regionale del 2014, oltre alle distanze ed al tema dei luoghi sensibili di cui già si è detto, è stata recepita nel regolamento (art. 14) la nuova disciplina in tema di orari delle sale giochi.

La fascia oraria ordinaria di attività delle sale giochi è fissata dalle ore 10.00 alle ore 01.00 del giorno successivo. E’ previsto, comunque, che il Sindaco con propria ordinanza possa limitare l’orario di funzionamento degli apparecchi con vincita in denaro eventualmente installati all’interno delle sale giochi, per esigenze di tutela della salute e della quiete pubblica

Si demanda, inoltre, al Sindaco di fissare gli orari della attività di raccolta scommesse e delle sale VLT e delle sale bingo, cioè di quegli esercizi dediti al gioco autorizzati dalla Questura.

Aprendo il dibattito Stefano Giaffreda ha fatto presente che vi sono esercizi che continuano a consentire l’utilizzo della macchinette da gioco ben oltre l’orario massimo consentito, ossia l’una di notte. Dunque è opportuno informare adeguatamente la cittadinanza dell’esistenza delle regole presenti nel regolamento ed uniformarle per tutti i locali affinché non si diffonda la ludopatia soprattutto negli orari notturni che sono quelli più critici.

La dott.ssa Alessandra Epifani ha riferito che nel regolamento sono previste tre fattispecie. Per le sale giochi è stato mantenuto (art. 14) l’orario di apertura ordinario ossia dalle 10 di mattina all’una di notte. Per le Vlt si prevede invece che il sindaco con ordinanza possa fissare orari di utilizzo anche inferiori sempre nell’ambito della alla fascia ordinaria 10-una di notte.

Infine per l’utilizzo dei giochi con vincita in denaro presenti nei bar e simili l’orario consentito è dalle 10 di mattina alle 24.

Anche in quest’ultimo caso, come in tutti gli altri, vi è facoltà del sindaco di emettere ordinanze specifiche nei casi di necessità riducendo gli orari.

Secondo Cristina Rosetti è fondamentale il tema dei controlli perché emergono in città tantissime violazioni delle regole sia per ciò che concerne le sale giochi-slot sia per ciò che riguarda la somministrazione di alcolici ai minori. La capogruppo ha riferito che in tema di tutela della salute dei cittadini il Comune ha competenze specifiche e, dunque, deve esercitarle fino in fondo (compresa la materia della ludopatia) lasciando alle altre forze dell’ordine di svolgere le competenze in altri settori.

Rosetti ha evidenziato che per loro conformazione le slot sono tutte tracciabili; pertanto, al di là dei controlli fisici, è possibile accertare le violazioni degli orari da “remoto”. Per questo ha sollecitato in tale senso la sottoscrizione di una convenzione/protocollo con i Monopoli di Stato cui i dati delle slot pervengono in tempo reale.

La vice Comandante Antonella Vitali ha riferito che, ex lege, le competenze riservate alla polizia municipale sono tantissime e devono essere tutte necessariamente svolte. Ciò si scontra purtroppo con l’annosa carenza di organico che ormai da tempo interessa il corpo perugino dei vigili. Di sicuro giunta e consiglio hanno facoltà di individuare tra le priorità di intervento dei vigili la lotta alla ludopatia ed i controlli sulle sale slot e sale giochi, ma tale attività non può diventare l’unica da esercitare, perché la polizia municipale non può abbandonare gli altri compiti istituzionali.

Vitali ha comunque riferito che ad oggi non è possibile esercitare controlli da remoto e che dunque l’unica possibilità di accertamento resta l’accesso fisico.

Infine ha ricordato che in materia di slot e macchinette con vincita in denaro spettano alla polizia municipale competenze residuali essendo le principali appannaggio di altri (Guardia di Finanza, Questura, ecc.).

Piero Sorcini ha rappresentato che le carenze dell’organico dei vigili sono ormai annose, risalendo ad almeno 20 anni fa. Si tratta di un problema evidente tenuto conto dell’estensione del territorio perugino e delle tantissime competenze affidate alla polizia municipale.

La commissione ha quindi provveduto all’esame del regolamento, articolo per articolo.

La capogruppo Cristina Rosetti ha presentato un emendamento sull’art. 10, chiedendo di inserire tra i luoghi sensibili (per il rispetto delle distanze) oltre alla stazione di Fontivegge anche quella di Ponte San Giovanni.

L’assessore Cristiana Casaioli ha riferito, a tal proposito, che in giunta era stata avanzata questa possibilità, poi espunta da testo per motivi sia tecnici che di legittimità.

In ogni caso l’emendamento è stato respinto con tre contrari (maggioranza), un astenuto (Fronduti) ed un favorevole (Rosetti).

 

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