Nella mattinata odierna i militari della Stazione di Ostiglia (MN), a conclusione di articolata attività info investigativa e di controllo del territorio, hanno dato esecuzione a due provvedimenti richiesti da quella Stazione ed emessi dal Questore di Mantova, di cui all’Art. 100 del T.U.L.P.S., imponendo la sospensione, per giorni 15, di tutte le attività esercitate presso un esercizio pubblico di somministrazione e alimenti e di una sala slot, entrambi nel comune di Ostiglia.

Nel particolare, la proposta di applicazione dell’art. 100 del TULPS a carico delle prefate attività commerciali nasce da una circostanziata e mirata attività dell’arma di Ostiglia che ha rappresentato al Questore di Mantova una situazione di turbativa dell’ordine e della sicurezza pubblica che perdurava da diverso tempo, anche prima della gestione attuale, causata dalle frequentazioni di soggetti pregiudicati. L’attenzione investigativa di quell’Arma è ricaduta su quelle attività commerciali dopo numerosissime segnalazioni, pervenute in Caserma, che raccontano di numerosi e sospetti “via vai” tra soggetti avventori della “sala slot” di quel locale, il bagno posto all’interno e le pertinenze della stessa struttura. I soggetti identificati nel corso dei vari servizi informativi sono stati monitorati nel corso dei frequenti controlli operati in zona e sui clienti dei suddetti locali pubblici. È emerso che lo stesso è frequentato con costante abitualità da persone pregiudicate, oltre che individuato come luogo consolidato di frequentazione di soggetti dediti al consumo smisurato di sostanze alcoliche e stupefacenti, ragione per la quale all’interno del locale e nelle immediate vicinanze, si concentra una negativa frequentazione di clienti che giorno dopo giorno han creato “allarme sociale” nel residente e passanti. Il relazione quindi a quanto disposto dall’art. 100 del TULPS “il Questore può sospendere la licenza di un esercizio nel quale siano avvenuti tumulti o gravi disordini, o che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che, comunque, costituisca un pericolo per l’ordine pubblico, per la moralità pubblica ed il buon costume o per la sicurezza dei cittadini”.

È evidente come la sospensione della licenza di un esercizio, prevista dalla norma in esame, abbia la finalità non già di sanzionare la soggettiva condotta del gestore del pubblico esercizio per il verificarsi di condizioni potenzialmente pericolose per l’ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini, bensì di impedire – attraverso la temporanea chiusura del locale – il protrarsi di una situazione di pericolosità sociale e, nel contempo, di prevenire il reiterarsi di siffatte situazioni, rendendo consapevoli quei soggetti (o chi si è in ogni caso reso protagonista di comportamenti criminosi e/o intollerabili) della circostanza che la loro presenza è stata rilevata dall’autorità, in modo da indurre il definitivo allontanamento degli stessi, od il modificarsi della loro condotta.

In altri termini, la misura della sospensione della licenza di un esercizio ha prevalente natura di misura cautelare, con finalità di prevenzione, rispondendo alla ratio di produrre un effetto dissuasivo su soggetti ritenuti pericolosi, i quali da un lato sono privati di un luogo di abituale aggregazione e, dall’altro, sono avvertiti della circostanza che la loro presenza in detto luogo è oggetto di attenzione da parte delle autorità preposte. Il tutto “indipendentemente dalla responsabilità dell’esercente”. Ed infatti, in relazioni agli incontestabili elementi informativi raccolti dai militari operanti, il Questore di Mantova nel ha condiviso le risultanze emettendo i provvedimenti amministrativi. Con questi ultimi due, nel corso del periodo anno 2019 – marzo 2020 sono complessivamente cinque gli esercizi pubblici cui è stato irrogato il provvedimento.