«Mi ha spiazzato, non ha coinvolto il mondo dell’associazionismo. Non so se è stato uno spot in un certo senso elettorale. D’altra parte il sindaco è un battitore libero. Noi finora l’abbiamo incontrato una sola volta, abbiamo più volte chiesto un confronto. Non vedo dietro una progettualità, insomma, dietro quelle dichiarazioni. Se non ci si siede davanti un tavolo, intendo tutti coloro che siamo impegnati in questa battaglia, che senso ha? Temo che Orlando abbia rilasciato quelle frasi in un certo senso perché sentiva di doversi pronunciare sul tema».

Sono le parole di Gino Gandolfo, di Mettiamoci in Gioco Sicilia, riportate da MeridioNews.it – edizione Palermo.

Anche le vaghe misure accennate da Orlando, come il divieto di installazione delle slot machine nelle vicinanze dei cosiddetti luoghi sensibili, non costituiscono una novità. L’interdizione entro i 500 metri delle macchinette da scuole e ospedali è una scelta che già un discreto numero di Comuni in tutta Italia ha attuato; e i primi a effettuare una disposizione del genere lo hanno fatto ben dieci anni fa. Una misura del genere, dunque, non costituirebbe certamente un’innovazione. «E poi, prima di poter attuarla – aggiunge Gandolfo – si deve creare un regolamento comunale, che deve essere approvato dal consiglio e prima ancora ci si deve lavorare, poi si deve scrivere e portare in aula. I tempi dunque sono abbastanza lunghi. Noi abbiamo fatto sempre rete, ma mi pare che il contrasto all’azzardo stia diventando una sorta di medaglia di cui fregiarsi. Penso ad esempio al M5s: quando era opposizione ha combattuto fianco a noi in questa battaglia, ora che i pentastellati sono al governo attuano misure flebili».

Il riferimento è evidentemente al decreto dignità, che tra le varie misure al suo interno ha previsto pure il divieto di pubblicità all’azzardo, sul modello di quello che accade con le sigarette. «Ma la pubblicità si continua a fare – nota Gandolfo – quindi viene da chiedersi quando questo decreto diventerà attuativo, quando verranno multate le società? Sembra tutto campato in aria».