L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Direzione Antifrode e la Guardia di Finanza di Rieti, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare nei confronti di 12 soggetti, tutti indiziati di appartenere a un’associazione per delinquere finalizzata al contrabbando, di carattere transnazionale, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Avezzano (AQ).

Il provvedimento, consistente in 4 custodie cautelari (due in carcere e due arresti domiciliari) e 8 obblighi di firma alla Polizia Giudiziaria, è stato eseguito in tre regioni italiane, con il supporto del personale di questa Agenzia in servizio presso la Direzione Antifrode e presso le competenti Strutture Territoriali di Campania e Umbria e di militari dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Napoli e Perugia, del Servizio Centrale I.C.O. di Roma.

La complessiva attività investigativa ha consentito la disarticolazione di una importante organizzazione criminosa, finalizzata al contrabbando di tabacco lavorato, di matrice nazionale e transazionale, la cui illecita attività, oltre ad alimentare un fiorente mercato contrabbandiero di sigarette artigianali sui territori del Lazio, Umbria, Campania e Abruzzo, aveva realizzato, in Italia, una fabbrica clandestina per un’ingente e continuativa produzione di melassa di tabacco destinato al mercato dei cosiddetti “narghilè bar”.

L’accisa evasa dall’organizzazione criminosa e allo stato attuale accertata è pari a circa 3.500.000 di euro, mentre il tabacco consumato “in frode” è di oltre dieci tonnellate. L’esecuzione delle misure cautelari, nei confronti di soggetti residenti in Abruzzo (5), Umbria (3) e Campania (1), oltre a tre soggetti di nazionalità siriana, ha consentito ai finanzieri e ai funzionari di questa Agenzia di sottoporre a sequestro penale ulteriori 3.600 Kg di tabacco lavorato e non sottoposto ad accisa, rinvenuti presso una delle aziende tabacchicole coinvolte nell’indagine.

La collaborazione investigativa della Direzione Antifrode dell’Agenzia con le Fiamme Gialle reatine ha consentito di smascherare una complessa frode finalizzata alla produzione illegale di prodotti del tabacco in una fase storica in cui il fenomeno del contrabbando dei tabacchi lavorati, e prodotti derivati, vive una nuova recrudescenza.