Ventotto arrestati, tra i quali un noto penalista e un uomo ritenuto il “tesoriere” di Cosa nostra, altri 19 indagati e sequestri milionari di società e immobili. Erano questi i numeri dell'”Operazione Delirio” messa a segno nel luglio 2018 e che aveva sgominato i clan di Resuttana e Porta Nuova. Ieri, a distanza di un anno e mezzo da quel blitz che provocò un terremoto tra i ranghi di Cosa nostra, il Gup Clelia Maltese ha emesso la prima sentenza, emettendo 23 condanne che vanno dagli oltre 11 anni fino a 4 mesi. 11 invece le persone scagionate.

L’attività d’indagine aveva tratto origine da alcune delle risultanze investigative dell’operazione Apocalisse del 2014. Grazie ad un’attenta analisi documentale gli inquirenti erano riusciti a ricostruire il filo che collegava il mandamento di Porta Nuova a quello di Resuttana. E’ emerso che tramite due uomini dell’organizzazione sarebbero stati reinvestiti capitali in bar, centri scommesse e compro oro per riciclare i proventi di altre attività criminali.