piemonte
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(Jamma) – La legge 9/2016 del Piemonte detta norme finalizzate a “prevenire il gioco d’azzardo patologico (GAP) e a tutelare le fasce più deboli e maggiormente vulnerabili della popolazione, nonché a contenere l’impatto delle attività connesse all’esercizio del gioco lecito sulla sicurezza urbana, sulla viabilità, sull’inquinamento acustico e sulla quiete pubblica”.
Le varie azioni tendono: “alla prevenzione e contrasto del gioco d’azzardo in forma problematica o patologica al trattamento terapeutico ed al recupero dei soggetti che ne sono affetti ed al supporto delle loro famiglie; alla diffusione ed alla divulgazione dell’utilizzo responsabile del denaro attraverso attività di educazione, informazione, divulgazione e sensibilizzazione; al rafforzamento della cultura del gioco misurato, responsabile e consapevole; allo stabilire misure volte al contenimento dell’impatto negativo delle attività connesse alla pratica del gioco sul tessuto sociale, sull’educazione e formazione delle nuove generazioni”.

Per rispondere a quesiti e richieste di chiarimento sull’applicazione della legge regionale, e in particolare sulle distanze dai luoghi sensibili, la Regione Piemonte ha predisposto una serie di FAQ, che contengono tutte le risposte – in alcuni casi piuttosto bizzarre – necessarie a una corretta attuazione delle disposizioni normative.

Di seguito ne riportiamo alcune, lasciando ai lettori le conclusioni:

Relativamente alle distanze dai c.d. “luoghi sensibili” ed ai conseguenti obblighi di adeguamento previsti all’art. 13, si specifica che, nel caso in cui sia collocato uno sportello bancomat ad una distanza inferiore a trecento o cinquecento metri rispetto agli apparecchi da gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS, installati all’interno di locali vari aperti al pubblico e, nel caso specifico, all’interno di sale scommesse/sale giochi o di un centro commerciale con annessa attività di sala scommesse/sala giochi, le soluzioni in astratto ipotizzabili sarebbero le seguenti:

  1. disinstallazione degli apparecchi di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del TULPS
  2. trasferimento di sede dell’attività di sale scommesse/giochi
  3. disinstallazione dello sportello bancomat

Poiché peraltro l’oggetto della legge è il divieto di installazione degli apparecchi da gioco, si ritiene che la terza soluzione ipotizzata non sia giuridicamente percorribile”.

Il concetto di uso “saltuario” in riferimento ai luoghi sensibili, di cui all’art. 5, comma 1, non ne determina automaticamente la deroga al rispetto delle distanze stabilite dalla norma per gli esercenti che gestiscono gli apparecchi per il gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e 7 del r.d. 773/1931. La saltuarietà deve essere posta in relazione alle specifiche attività previste dall’art. 5 comma 1 (se, ad esempio, un impianto sportivo resta aperto due giorni a settimana, questa frequenza non caratterizza un utilizzo saltuario dell’impianto medesimo. Diversamente, se l’impianto viene usato in modo sporadico e discontinuo allora si può parlare di saltuarietà)”.

Le autoscuole non rientrano nella lett. b), in quanto gestiscono corsi ai fini del conseguimento della patente di guida di qualsiasi categoria. Si ritiene che anche i campus per colonie estive abbiano una finalità prevalentemente di intrattenimento e non di formazione. Alla luce della lett. a) si potrebbe ritenere che il legislatore abbia inteso riferirsi alla formazione gestita da Agenzie formative che, assimilabili al sistema di istruzione, svolgono attività formative miranti al conseguimento dell’obbligo formativo/diritto dovere all’istruzione”.

Se una chiesa o altra struttura destinata a diversi luoghi di culto, indipendentemente dalla presenza di insegne o simboli, viene aperta una o due volte l’anno per specifiche funzioni non può rientrare tra i cosiddetti luoghi sensibili, in quanto manca il requisito della continuità dell’attività”.

Se il bancomat è collocato all’interno di un contesto privato (fabbrica, società…) non rientra tra i c.d. “luoghi sensibili”“.

Con riferimento al divieto di qualsiasi attività pubblicitaria, relativa all’apertura o all’esercizio delle sale da gioco e delle sale scommesse o all’installazione degli apparecchi per il gioco di cui all’articolo 110, commi 6 e 7 del R.D. n. 773/1931 presso i locali individuati dall’articolo 7, si ritiene che l’installazione di un’insegna con la scritta “Sala Giochi” non rientri in tale divieto”.

Il divieto di pubblicità si applica anche a tutte quelle forme di pubblicità indiretta, come, ad esempio, la pubblicizzazione attraverso canali social (i cosiddetti social network tipo Facebook, WhatsApp, etc.) di eventi come degustazioni, apericene o intrattenimenti vari che si svolgono all’interno di sale gioco, sale scommesse o di spazi o locali vari in cui sono installati gli apparecchi per il gioco, di cui all’art. 110, commi 6 e del R.D. n. 773/1931″.

L’art. 11 non disciplina le modalità di rimozione degli apparecchi per il gioco in caso di violazione del divieto di collocazione stabilito all’art. 5, ma prevede la chiusura degli stessi mediante sigilli, impedendone l’utilizzo”.

La violazione dei disposti di cui agli artt. 5, 6, 7 e 8 riguardano esclusivamente il titolare o il legale rappresentante dell’esercizio in cui sono collocati gli apparecchi da gioco, esonerando da tali obblighi la ditta proprietaria degli apparecchi. La violazione dei disposti di cui agli artt. 5, 6, 7 e 8 riguardano esclusivamente il titolare o il legale rappresentante dell’esercizio in cui sono collocati gli apparecchi da gioco, esonerando da tali obblighi la ditta proprietaria degli apparecchi”.

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