Si chiude il primo capitolo giudiziario per i 19 imputati, giudicati con rito abbreviato, coinvolti nell’inchiesta della Dda di Catanzaro “Tisifone”, scattata il 20 novembre 2018, contro le cosche di Isola Capo Rizzuto, Papanice e Petilia Policastro, portando al fermo di 23 persone.

Il gup del Tribunale di Catanzaro ha sentenziato 18 condanne a pene comprese tra i 2 e i 14 anni di reclusione e un’assoluzione per oltre 160 anni di carcere. Ha retto il castello accusatorio della Dda di Catanzaro che, però, aveva invocato al termine della requisitoria condanne ben più pesanti pari a tre secoli di carcere. E’ quanto si legge su zoom24.it.

Gli imputati rispondono a vario titolo di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, detenzione illegale di armi, tentato omicidio, rapina, illecita concorrenza con minaccia.

Tra le cosche rivali c’era chi voleva il monopolio nella gestione del settore del gioco illegale, con l’imposizione e la gestione delle loro slot machine in diversi bar ed esercizi commerciali.