Modena accelera il suo impegno per il contrasto del gioco d’azzardo patologico (G.A.P.), proponendosi di indicare in Italia la strada da seguire. Università di Modena e Reggio Emilia e Comune di Modena, infatti, sono da tempo impegnati per definire strategie e azioni di contrasto di questo fenomeno.

Su queste tematiche è in programma una Giornata di studi online, a cura del Gruppo di lavoro sul Gioco d’Azzardo Patologico del Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità – CRID (www.crid.unimore.it) di Unimore, su “I pericoli del gioco d’azzardo nell’era digitale. Strategie di prevenzione e azioni di contrasto”.

Realizzata in collaborazione con la Fondazione Marco Biagi ed il Centro interuniversitario Game Science Research Center, l’iniziativa, che gode del contributo e patrocinio del Comune di Modena attraverso il Progetto regionale “Legalità e territorio 2020”, si terrà lunedì 14 dicembre a partire dalle ore 15,30 e potrà essere seguita in diretta streaming sulla Piattaforma Teams dopo aver compilato il modulo di iscrizione disponibile al link https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdrAumYcK9xNiQKElGOhDKZ2sRJ-Rw5_bSsW7wsSIB5MG0gGg/viewform.

L’appuntamento si aprirà con i saluti istituzionali del Prorettore Prof. Gianluca Marchi e dell’Assessore alla Legalità del Comune di Modena Dott. Andrea Bosi.

Seguirà, quindi, una prima sessione di approfondimento su “Formazione e prevenzione. Una sfida per le istituzioni, la società, il territorio”, moderata dalla Prof.ssa Claudia Canali (CRID – Unimore, Comitato Scientifico Game Science Research Center – Unimore), nel quale interverranno il Prof. Simone Scagliarini (Fondazione M. Biagi, CRID – Unimore), il Prof. Gianluigi Fioriglio (Officina informatica del CRID – Unimore) e la Dr.ssa Giulia Migneco (Responsabile della Comunicazione Avviso Pubblico Modena).

Nella seconda sessione, con il coordinamento della Prof.ssa Tindara Addabbo (Fondazione M. Biagi, CRID, Comitato Scientifico Game Science Research Center – Unimore) si discuterà, invece, della questione “Informare per conoscere. L’Azzardo Patologico e le giovani generazioni”, e interverranno la Dr.ssa Giorgia Pifferi (AUSL Modena), la Dr.ssa Pamela Bussetti (Federconsumatori Modena) e il Dott. Andrea Ligabue (Comitato Scientifico Game Science Research Center – Unimore).

“Il sempre più massiccio e pervasivo uso delle nuove tecnologie apre nuove frontiere per il gioco d’azzardo – prosegue il Prof. Gianluigi Fioriglio, coordinatore dell’Officina informatica del CRID e componente anch’egli del Gruppo di Lavoro sul Gioco d’azzardo Patologico – che si libera dalla materialità delle strutture ‘tradizionali’ e che può contare altresì su una forte deresponsabilizzazione e sulla minore percezione delle proprie azioni conseguenti all’intermediazione dei dispostivi informatici. Inoltre, crescono le ‘zone grigie’ in cui anche giovanissime e giovanissimi sperimentano modalità analoghe a quelle del gioco d’azzardo: basti pensare al fenomeno delle loot box nei videogiochi – oltretutto caratterizzati dall’opacità dei relativi algoritmi”.

L’iniziativa si colloca come momento di riflessione, quasi a conclusione del Progetto “I pericoli del gioco d’azzardo nell’era digitale. Strategie di prevenzione e azioni di contrasto”, avviato dal CRID – Centro di Ricerca Interdipartimentale su Discriminazioni e vulnerabilità di Unimore, diretto dal Prof. Gianfrancesco Zanetti, in collaborazione con la Fondazione Marco Biagi, che terminerà alla fine di dicembre 2020 e che ha ricevuto un contributo dal Comune di Modena nell’ambito del bando per la promozione della legalità e della cittadinanza responsabile.

Il gioco d’azzardo è, almeno apparentemente, condannato dal legislatore: nell’ordinamento italiano, l’esercizio e la partecipazione a giochi d’azzardo sono infatti sanzionati penalmente (artt. 718 e 720 c.p.). Questo approccio è dovuto al fatto che si tratta di un fenomeno che può diventare patologico e può implicare disturbi psichiatrici con gravissime conseguenze di carattere economico e sociale su famiglie e soggetti più vulnerabili come i minori.

“Ciò nonostante – spiegano i promotori del progetto – la normativa vigente ammette il gioco con vincita in denaro con alcuni precisi limiti e modalità: ai giochi gestiti dallo Stato si affiancano quelli gestiti da soggetti privati spesso in sale giochi, sale slot, bar e tabaccherie. Peraltro, l’intero settore del gioco d’azzardo è fortemente interessato dall’evoluzione tecnologica: la possibilità di utilizzare sistemi digitali eliminando gli spostamenti fisici è particolarmente apprezzata sia dai gestori sia dai giocatori. Si consideri ad esempio che nel periodo di lockdown del 2020 alcuni studi dimostrano che il numero di giocatori, e di malati “di gioco”, è sensibilmente cresciuto. Non vanno, inoltre, dimenticate le infiltrazioni criminali legate al gioco d’azzardo illegale”.

Perciò obiettivo del progetto, elaborato dal Gruppo di lavoro sul gioco d’azzardo patologico del CRID e coordinato dalla Dr.ssa Serena Vantin, responsabile scientifico-organizzativa del Centro che ha sede presso il Dipartimento di Giurisprudenza, partito nel mese di ottobre, è giungere a formulare “Linee Guida” rivolte alle amministrazioni sulle strategie di prevenzione e contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico (G.A.P.) e realizzare uno spazio di approfondimento on line (http://www.crid.unimore.it/site/home/attivita/laboratori-e-gruppi-dilavoro/articolo1065048655.html), che raccolga materiali e novità, normative o giurisprudenziali, su questo drammatico fenomeno sociale e sanitario.

Il Comitato scientifico del Gruppo di Lavoro sul Gioco d’azzardo Patologico del CRID, costituitosi fin dal 2018, unisce diverse competenze ed è costituito da: Simone Scagliarini (coordinatore), Thomas Casadei, Fabio Corigliano, Francesco De Vanna, Michele Ferrazzano, Gianluigi Fioriglio, Noemi Miniscalco, Serena Vantin, Gianfrancesco Zanetti (Segreteria scientifico-organizzativa: [email protected]; www.crid.unimore.it; https://www.fmb.unimore.it/).

“L’idea che il problema del gioco con vincita in denaro sia solo quello di sottrarlo alla criminalità organizzata aumentando l’offerta del gioco lecito – afferma il Prof. Simone Scagliarini – è stata sostenuta per lungo tempo dal legislatore statale, ma si è rivelata fallace e, se ha fruttato enormi introiti fiscali nelle casse dello Stato, ha però poi costretto gli enti operanti sul territorio (servizi sanitari e sociali) a non meno significativi interventi per arginare le conseguenze della ludopatia. La giurisprudenza, certo, si è pronunciata per la validità di questi provvedimenti, ma occorre un deciso mutamento di rotta della legislazione nazionale e dell’impostazione culturale con cui si affronta il fenomeno per avere una risposta efficace”.

Al termine del progetto sarà realizzata una pubblicazione che conterrà in appendice delle “Linee guida” rivolte alle amministrazioni sulle strategie di prevenzione e contrasto al GAP, le quali saranno poi trasmesse alle autorità cittadine e territoriali.

Inoltre, sul sito del CRID sarà ulteriormente implementata la sezione dedicata al G.A.P. (http://www.crid.unimore.it/site/home/attivita/laboratori-e-gruppi-di-lavoro/articolo1065048655.html), che rimarrà attiva anche oltre la durata del progetto e continuerà a raccogliere materiali e novità, normative o giurisprudenziali, anche grazie all’attivazione di un abbonamento annuale ad una banca dati specializzata nella normativa sul commercio e segnatamente sui pubblici esercizi e la normativa di ordine pubblico.

L’auspicio dei promotori del progetto, che prevede anche la produzione di materiali video da diffondere attraverso i canali di comunicazione propri e di quanti sosterranno e aderiranno alla iniziativa, è di consolidare una rete di stakeholders con un interesse permanente nel monitoraggio e nel contrasto del fenomeno, che comprenda operatori, dipendenti pubblici, docenti, esperti, istituzioni (in particolare coinvolte nella assistenza e cura), banche e istituti di credito, rappresentanti di mondi associativi attivi nel settore, nonché la cittadinanza tutta, con riguardo e attenzione, in particolare, a studenti e minori.