istituto superiore sanità iss

“Essere giocatore problematico può portare a una diagnosi di giocatore patologico ma non è detto. Va sottolineato che arrivano in trattemento pochissime donne, che spesso hanno difficoltà ad arrivare alle risorse territoriale per le dipendenze, sembra che abbiano più vergogna rispetto agli uomini. Negli ultimi anni il gioco d’azzardo causa pandemia si è spostato molto sui canali online, quindi cambia anche il profilo del giocatore, si tratta soprattutto di giovani, competenti. Non vanno sottovalutate le commistioni con le altre dipendenze comportamentali, come il gaming. Serve una formazione continua per chi opera nei Servizi. E’ importante sostenere gli operatori che si occupano di questa problematica, con più strumenti possibili”.

Lo ha detto Adele Minutillo, Centro Nazionale Dipendenze e Doping – Istituto Superiore di Sanità, nell’ambito della presentazione di “Se questo è un gioco”, un progetto sperimentale realizzato da Avviso Pubblico e da Fondazione Adventum, attraverso il portale web www.sequestoeungioco.org.

Il progetto “Se questo è un gioco”, mira ad intercettare online il giocatore d’azzardo e i soggetti a rischio, invitandoli in un percorso di presa di consapevolezza e ad un dialogo tramite i social media, allo scopo di fornire aiuto concreto sia a loro che ai suoi familiari, con un servizio di chat di supporto e con il link diretto ai SerD di riferimento territoriale. Obiettivo del progetto è anche quello di informare e approfondire il tema del gioco d’azzardo e dei suoi correlati a favore dei media e degli stakeholder di riferimento, per configurandosi come portale di sensibilizzazione nel quale far intervenire esperti e parti interessate.