polizia locale

“Nonostante la diffida, continuava la sua attività”. Per questo motivo, dopo 30 giorni dalla contestazione dell’irregolarità, la polizia locale ha chiuso una sala giochi a Mestre (VE) per violazione del regolamento comunale.

Gli agenti del Servizio attività produttive hanno eseguito il provvedimento dopo aver verificato che la sala giochi sarebbe rimasta aperta nonostante la diffida all’esercizio dell’attività di sala scommesse emanato dal Settore Sportello Unico Commercio del Comune. Scaduti i 30 giorni previsti dalla legge per l’ottemperanza, lunedì si è proceduto alla chiusura dell’esercizio con l’apposizione dei sigilli.

“Lo scorso 26 maggio era stata aperta la sala scommesse sulla base di una licenza rilasciata dalla questura, ‘ai soli fini di pubblica sicurezza’, ma in difformità dal Regolamento comunale che prevede come l’apertura delle sale giochi sia possibile, in linea con quanto stabilito dalla normativa regionale, solo in locali che distano almeno 500 metri dai luoghi definiti sensibili quali chiese, scuole, impianti sportivi – si legge in una nota di Ca’ Farsetti -. Difformità di cui la ditta era già stata informata sia dal Comune, in sede dei lavori edilizi, sia dalla questura al rilascio dell’autorizzazione”.

“La chiusura tempestiva della sala giochi conferma come il regolamento approvato dal Consiglio comunale sia uno dei più severi in Italia – è il commento dell’assessore alla Coesione sociale, Simone Venturini –. Su questo tema l’amministrazione Brugnaro sta facendo scuola e giurisprudenza in tutta Italia. Grazie all’adozione di questo regolamento sono state chiuse una serie di sale giochi non autorizzate e si è impedita un proliferazione di attività come questa, che negli ultimi anni stava assumendo una dimensione preoccupante per la salute dei cittadini. Un impegno concreto contro la ludopatia”.

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