Il Tar Calabria ha respinto il ricorso avanzato da una tabaccheria di Rende (CS) contro la Questura di Cosenza, che aveva negato la licenza per l’installazione di videoterminali per la raccolta di scommesse.

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“Il diniego di licenza – spiega il Tar – non risulta comminato per il riscontro di risalenti ed episodiche frequentazioni del OMISSIS con soggetti con precedenti di polizia, quanto per il riscontro della permanenza della frequentazione con uno di essi”. Il sospetto nasce dal “pericolo di possibile interferenza di questi, in quanto appartenente al clan OMISSIS, sulla gestione dell’attività di scommesse, notoriamente oggetto di interesse della criminalità“. Il titolare dell’attività “frequentava già nel 2007per uscite conviviali” il soggetto in questione, “divenendone poi il cognato, e non ha dedotto né dimostrato la cessazione della frequentazione”, si legge nel documento. Inoltre, la verifica del casellario giudiziario, ha consentito di appurare che la persona frequentata dal tabaccaio “risulta condannata (con sentenza confermata in Cassazione) per delitti di associazione mafiosa, estorsione ed in materia di stupefacenti”.