“In questo momento appare opportuno mantenere alta l’attenzione sui settori che più di altri hanno sofferto l’immobilità commerciale e che nel recente passato sono risultati nelle mire della ‘ndrangheta. A cominciare dai commercianti al minuto, agli alberghi, ai ristoranti, alle pizzerie, alle attività estrattive, alla fabbricazione di profilati metallici, al commercio di autoveicoli, alle industrie manifatturiere, all’edilizia ed alle attività immobiliari, alle attività connesse al ciclo del cemento, alle attività di noleggio, alle agenzie di viaggio, alle attività riguardanti le lotterie, le scommesse e le case da gioco, settori in cui la ‘ndrangheta ha già dimostrato di avere un forte know-how e sui quali potrebbe ulteriormente consolidare la propria posizione”. E’ quanto si legge nello speciale Covid della relazione del Ministro dell’Interno al Parlamento realizzata dalla Dia (Direzione Investigativa Antimafia) in merito all’attività svolta e i risultati conseguiti nel secondo semestre 2019.

“Per quanto riguarda il comparto dei giochi e delle scommesse, con la sospensione delle attività di raccolta “fisica” di gioco è stata registrata un’espansione della domanda nel comparto dei giochi on line. Pertanto, è possibile ipotizzare che la criminalità, organizzata ed economica, possa ampliare la propria offerta nel settore in parola, attraverso piattaforme telematiche e siti di gioco non autorizzati. I risultati di diverse indagini svolte sul settore attestano come la criminalità organizzata si sia dotata di “strutture parallele” con le quali esercita l’offerta illegale di giochi e scommesse, sia attraverso centri scommesse occultati da meri centri di trasmissione dati, sia mediante siti per il gioco e le scommesse on line, i cui server sono spesso posti in Paesi off-shore o a fiscalità privilegiata, che il più delle volte non offrono forme di collaborazione giudiziaria o di polizia”.