Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia, sezione staccata di Catania (Sezione Quarta), ha respinto – tramite ordinanza – il ricorso presentato contro Ministero dell’Interno, Questura Ragusa in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del provvedimento del Questore di Ragusa con cui, tenuto conto che “l’installazione degli apparecchi da svago nell’esercizio in questione costituisce un motivo in più di aggregazione, di associazione e di riunione di soggetti pregiudicati, è stata disposta (come primo rimedio) direttamente la revoca della licenza di Polizia per l’installazione degli apparecchi da svago e contestualmente rigettata l’istanza presentata dal ricorrente tesa ad ottenere il rilascio della licenza per la raccolta delle scommesse di cui all’art. 38, comma 2, del d.l. n. 223/2006 conv. con l. 248/2006″.

Il Collegio “rileva che dall’esame necessariamente sommario, condotto in ragione delle esigenze di celerità che contraddistinguono il giudizio cautelare e salva diversa valutazione nel merito, il ricorso non appare contraddistinto da un fumus di fondatezza; ritenuta, pertanto, non meritevole di accoglimento l’istanza cautelare del ricorrente; considerato la peculiare complessità dei motivi di ricorso che giustifica l’integrale compensazione delle spese processuali di fase;

P.Q.M.

Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia sezione staccata di Catania (Sezione Quarta), respinge l’istanza cautelare del ricorrente. Compensa le spese processuali della presente fase cautelare”.