La Fondazione Benetton Studi Ricerche propone martedì 26 gennaio alle ore 18, sulla piattaforma Zoom, il secondo appuntamento online dedicato ai temi della ludicità, settore di ricerca, edizione e divulgazione della Fondazione sin dall’inizio degli anni novanta.

In programma un incontro sulla storia e sulle caratteristiche di «Ludica. Annali di storia e civiltà del gioco», la rivista pubblicata dalla Fondazione dal 1995, in coedizione con Viella, e giunta al suo ventiseiesimo numero, una delle prime in Europa, e oggi l’unica, a occuparsi di storia del gioco. Ne parleranno Alessandro Arcangeli, Università di Verona, Gherardo Ortalli, Fondazione Benetton, Alessandra Rizzi, Università Ca’ Foscari Venezia, e Bernd Roeck, Università di Zurigo, tutti membri del Comitato scientifico della rivista, con Marco Dotti, giornalista, docente di “professioni dell’editoria” all’Università di Pavia, autore di numerose pubblicazioni dedicate, tra l’altro, alla ludopatia.

«Ludica. Annali di storia e civiltà del gioco» è una rivista internazionale, crocevia di studi sulla ludicità dall’antichità alla prima età contemporanea, diretta da Gherardo Ortalli. Costituisce un contributo chiave, e pressoché unico nella sua specificità, alla riflessione su caratteri e valori assunti dalle “cose del gioco” nel corso dei secoli, raccogliendo interventi di carattere vario per natura, contenuti, ma soprattutto per le molteplici ottiche d’osservazione, all’intersezione tra campi diversi della ricerca (storia, archeologia, storia dell’arte, antropologia…), con attenzione particolare ai contesti storici e sociali, nonché, ad esempio, all’iconografia del gioco.

Nei suoi 26 volumi la rivista ha potuto contare sulla collaborazione di diverse centinaia di studiosi provenienti da ogni area geografica e linguistica e da svariati ambiti di studio.

«Che il gioco sia anche una cosa seria, sebbene possa parere strano, è un indiscutibile dato di fatto» scrive Gherardo Ortalli, principale responsabile scientifico di questo campo di attività della Fondazione. «Si pensi a quanti si impegnano nel gioco senza risparmio di fatiche, costi e obblighi, con un fervore e una diligenza che magari non mettono nelle incombenze più impegnative del vivere quotidiano. E si pensi alla dolce leggerezza del gioco infantile. Ma l’esserne seriamente coinvolti non toglie al giocare il fondamentale aspetto ludico. L’evasione dalla routine, l’immergersi nel mondo del fantastico, l’adattarsi a regole lontane dagli obblighi della normalità è una piccola conquista, una risorsa a cui non conviene rinunciare».

E non va dimenticato il denaro, come «strumento di gioco, da quello più innocente che può risolversi in un biglietto della Lotteria di Capodanno o nel puntare su un bicchiere di vino, fino a quello drammaticamente pesante che diventa una vera patologia. Il gioco tra realtà e fantasia, tra libera distensione e drammatico coinvolgimento è, in sostanza, una componente fondamentale del vivere sociale, in ogni tempo e dovunque».

Piattaforma Zoom. Iscrizione attraverso l’apposito link pubblicato nei canali social e nel sito della Fondazione, www.fbsr.it