La contraffazione è un fenomeno antico che altera le regole del mercato concorrenziale, danneggiando le imprese che operano nella legalità e rappresentando un pericolo per la sicurezza e la salute dei consumatori. Provoca inoltre un danno al sistema economico nel suo complesso, perché sottrae posti di lavoro alla collettività ed entrate fiscali allo Stato.

La contraffazione – diffusa a livello globale, estesa a tutti i settori produttivi, connessa sempre più alle organizzazioni criminali, in grado di evolvere le proprie strategie produttive e distributive per rispondere alla domanda di mercato e di adattarle in relazione alle nuove tecnologie ICT – procura perdite economiche per il sistema produttivo e per lo Stato, danni all’immagine dei prodotti Made in Italy, rischi per la salute e per la sicurezza dei consumatori, perdita di posti di lavoro a vantaggio dell’aumento del lavoro “nero” e una riduzione degli investimenti delle imprese in innovazione e creatività. Dato il grave impatto della contraffazione a livello macroeconomico (Sistema Paese) e microeconomico (settori produttivi), le politiche anticontraffazione rappresentano un elemento centrale delle politiche industriali e contribuiscono a sostenere la competitività del sistema produttivo nazionale.

La lotta alla contraffazione riguarda la violazione della normativa in materia di diritti di proprietà intellettuale ed industriale. Le merci contraffatte violano un marchio, un brevetto, un’indicazione geografica, un diritto d’autore, un disegno, un modello. L’evolversi della globalizzazione degli scambi e dei relativi flussi di traffico ha richiesto competenze sempre maggiori sulle attività legate alla tutela della salute e della sicurezza dei cittadini dell’Unione Europea nonché del mercato, svolte attraverso le diverse attività di vigilanza e controllo, anche di ADM.

Secondo il dispositivo dell’art. 473 Codice Penale: “Chiunque, potendo conoscere dell’esistenza del titolo di proprietà industriale, contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, ovvero chiunque, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.500 a euro 25.000.  Soggiace alla pena della reclusione da uno a quattro anni e della multa da euro 3.500 a euro 35.000 chiunque contraffà o altera brevetti, disegni o modelli industriali, nazionali o esteri, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati”.

Studio sulla contraffazione – EUIPO

I prodotti contraffatti rappresentano il 6,8% delle importazioni nell’Unione europea per un valore di 121 miliardi di euro all’anno e le merci illegali provengono in gran parte dalla Cina e da Hong Kong, che rappresentano l’80% del valore complessivo di questo tipo di prodotti sequestrati nei container in tutto il mondo. Questa la fotografia scattata dall’Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, in un nuovo studio sulla contraffazione.
Ad aumentare durante la pandemia di Covid-19 sono stati anche i medicinali contraffatti, spesso acquistati sul web, come gli antibiotici e gli antidolorifici, e – più recentemente – altri prodotti sanitari, quali i dispositivi di protezione individuale e le mascherine. Un traffico che “ha messo in evidenza il fenomeno, in quanto i trasgressori lucrano sull’insicurezza delle persone per quanto attiene ai nuovi trattamenti e ai vaccini”. Il commercio dei prodotti farmaceutici contraffatti, su scala mondiale, ammonta a 4 miliardi di euro e solo lo scorso anno in Italia sono stati sequestrati 2.192 chili di farmaci provenienti dal traffico illecito. Secondo lo studio dell’Euipo sul rapporto tra i cittadini e la proprietà intellettuale, “quasi un europeo su 10 (9%) ha affermato di avere acquistato prodotti contraffatti a causa di indicazioni fuorvianti”. I Paesi nei quali si registra una percentuale più elevata sono Bulgaria (19%), Romania (16%) e Ungheria (15%), mentre Svezia (2%) e Danimarca (3%) presentano le percentuali più basse all’interno dell’Unione europea. “L’Italia, dove il 6% della popolazione afferma di essere stato indotto con l’inganno ad acquistare prodotti contraffatti, si colloca nettamente al di sotto della media dell’Ue”, si legge nello studio.

Lotta alla contraffazione

Nel comparto della tutela del mercato dei beni e dei servizi, le attività che possono essere realizzate sono orientate al contrasto dei diversi fenomeni illeciti che minacciano la proprietà industriale, il “Made in Italy”, il diritto d’autore e la sicurezza dei consumatori. La strategia di lotta alla contraffazione può essere operata sulla base di tre direttrici ben definite: il presidio degli spazi doganali, per la verifica della regolarità delle operazioni di importazione ed esportazione di merci; il controllo economico del territorio, per il monitoraggio dei movimenti delle merci su strada e nei luoghi di vendita; le attività investigative in senso stretto, finalizzate alla ricostruzione delle filiere illecite di approvvigionamento e di produzione delle merci illegali e all’aggressione patrimoniale delle organizzazioni criminali dedite a tali tipologie di traffico, facendo perno, a questo scopo, sulle ampie potenzialità investigative introdotte dal legislatore negli ultimi anni.

Contraffazione e ADM

ADM esercita una funzione di salvaguardia attraverso un’attività costante di monitoraggio sui traffici illeciti finalizzata alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni fraudolenti, alla tutela del mercato e dei flussi leciti, spesso inficiati dalla commercializzazione dei prodotti contraffatti e di quelli che danneggiano gravemente la salute e la sicurezza dei cittadini. Il prodotto contraffatto, di fatti, è quasi sempre non sicuro (dannoso) ed alle volte è anche sottofatturato (frode sul valore e conseguente danno erariale).

In tema di contraffazione, basandosi sulla classificazione delle categorie merceologiche TAXUD, i maggiori quantitativi di prodotti contraffatti sequestrati riguardano la categoria “Altre merci”, che copre il 96,14 per cento e comprende ad esempio macchine ed utensili, veicoli e loro parti, cancelleria, accendini, etichette, tessili, materiali di imballaggio e altro, per un totale di 12.471.758 pezzi. Seguono le categorie: “Abbigliamento e accessori” (232.900 pezzi), “Calzature e loro parti” (128.748 pezzi) e “Giocattoli, giochi e articoli sportivi” (83.441 pezzi). I maggiori quantitativi di merci contraffatte risultano provenire dalla Grecia con l’80,06% dei pezzi, dalla Bulgaria con il 15,18% ed infine dalla Cina con il 3,20%.

Il traffico di prodotti Made in Italy in termini di kilogrammi riguarda principalmente merce proveniente da Malesia, Cina e India, nonché quella entrata dai Paesi Bassi. La violazione della normativa Made in Italy riguarda principalmente, dopo la categoria “27 altro” (che comprende i prodotti non classificati), la classe dei farmaci, che assorbe il 12,59% del totale, seguita da camicie, camicette e t-shirt, materiale elettrico, prodotti per la casa e materiali da imballaggio. Il gruppo “Altre categorie” comprende invece le categorie meno numerose, ovvero cappelli, minuterie, elettrodomestici, marchi (etichette e adesivi), tessuti cotone, autoveicoli, maglioni-pullover, calzature in pelle, lampadari, ecc.

Nell’ambito dell’azione di prevenzione e repressione alle violazioni in materia valutaria di particolare rilievo è l’attività di intelligence volta a porre in correlazione i flussi merceologici a rischio (per contrabbando, contraffazione, traffici di rifiuti, traffici di droga) con i flussi finanziari e valutari sospetti. Nel corso del 2020 sono state accertate 3.241 violazioni alle norme valutarie che hanno portato a sequestrare valuta per 6.683.942 euro con una diminuzione del 58,69% rispetto al 2019. I principali sequestri di denaro, riguardano la tratta Roma-Hong Kong (61,07%), la tratta Italia-Grecia (22,87%), la tratta Cina-Italia (10,11%).
In materia di tutela della proprietà intellettuale ai sensi degli artt. 9 e 14 del Reg. n. 608/2013, le istanze per l’applicazione dei diritti dell’Unione affinché i diritti di proprietà intellettuale siano tutelati in tutto il territorio unionale sono presentate ad ADM che adotta le decisioni di accoglimento/rigetto della domanda, di revoca/modifica di precedenti decisioni di accoglimento e di proroga del periodo di intervento. ADM riveste anche il ruolo di punto di contatto con gli omologhi servizi istituiti presso i competenti servizi doganali degli altri Stati membri per gli scambi informativi relativi alla gestione delle istanze di tutela come sopra specificato. In tale contesto operativo, nel 2020 si è provveduto a effettuare gli adempimenti, sia di natura tecnica che amministrativa, connessi alla gestione del Regolamento UE 608/2013, che disciplina la tutela dei Diritti di Proprietà Intellettuale e l’intervento delle Autorità doganali nel caso di merci sospettate di contraffazione. ADM ha adottato le decisioni di accoglimento, di respingimento, di modifica e di proroga delle istanze entro i termini previsti dal regolamento (30 giorni), nonché le decisioni riguardanti le domande ex officio (5 giorni), in merito a richieste urgenti di tutela da parte dei titolari dei diritti, effettuate nei casi di merce già bloccata in dogana per sospetta contraffazione. L’attuale quadro giuridico per la richiesta della tutela doganale dei diritti di proprietà intellettuale è costituito dal Regolamento UE 608/13 nonché dal Regolamento di applicazione UE 1352/13 che stabilisce i formulari da utilizzare per la richiesta di tutela dei Diritti di Proprietà Intellettuale. Sulla base di tale normativa, le attività svolte dall’Agenzia hanno riguardato: il controllo formale delle istanze unionali presentate nella banca dati comunitaria COPIS in altri Stati membri e delle proroghe, con richiesta di tutela anche in Italia, che confluiscono nella banca dati nazionale Falstaff; l’accettazione, al termine della relativa fase istruttoria, delle istanze nazionali e unionali e delle proroghe presentate in Italia attraverso il sistema nazionale Falstaff e AIDA Servizi per l’interoperabilità, che vanno ad alimentare la banca dati comunitaria Copis.  Nel 2020 sono stati trattati complessivamente 4.584 diritti di proprietà intellettuale.

Relativamente all’attività di contrasto del fenomeno della contraffazione, nel 2020 sono stati effettuati 22.091 controlli che hanno condotto al sequestro di complessivi 12.972.474 pezzi con un incremento di oltre il 262% rispetto al precedente esercizio e con un valore accertato pari a 5.137.588 euro. In relazione al numero di sequestri per contraffazione, made in Italy e sicurezza dei prodotti nel 2020 sono stati effettuati 4.922 sequestri per contraffazione, 89 in materia di tutela del Made in Italy e 775 in materia di sicurezza dei prodotti, per un totale di 5.786 sequestri. Inoltre l’Agenzia ha posto in essere, nell’ambito dei progetti di investimento, il progetto “Potenziamento delle attività di controllo”, finalizzato alle acquisizioni di strumentazione tecnica volta a innalzare il livello qualitativo dei controlli al fine di incrementare i livelli di sicurezza delle operazioni di intelligence, di contrasto alle frodi e alla contraffazione.

Qualitalia

Anche a causa dell’emergenza sanitaria ed economica legata alla pandemia, che ha influito fortemente sul commercio internazionale, è aumentato il rischio che sulle tavole di tutto il mondo arrivino prodotti falsi Made in Italy. Si tratta infatti di un mercato che prolifera nei momenti di difficoltà delle aziende italiane e che ha già raggiunto valori preoccupanti.  Alla luce di tutto ciò, ho sostenuto un progetto finalizzato a sviluppare le attività dei laboratori chimici di ADM per offrire maggior tutela alle imprese italiane.  Un decreto di agosto 2020 ha difatti dato ad ADM la possibilità di costituire “Qualitalia SpA”, una società interamente partecipata da ADM, che attraverso la certificazione di qualità e italianità dei prodotti, costituirà uno strumento valido per contrastare le contraffazioni e il cosiddetto “Italian Sounding” (dando anche un bollino di qualità ai prodotti che ne attesti origine, caratteristiche, filiera produttiva di provenienza). In tale settore sono state sequestrate circa 2,2 tonnellate di merce e irrogate sanzioni per circa 20.000.000 di euro. Da tempo, in paesi come gli Stati Uniti e l’Australia, le Dogane forniscono questo servizio alle imprese locali. Ora, grazie all’impegno profuso, la certificazione è finalmente uno strumento a disposizione anche delle imprese italiane, specie quelle del settore agroalimentare.