“Il territorio della provincia irpina ha visto costante attenzione da parte dell’ADM nel settore dei giochi, qui abbiamo il 12,5% di presidio del territorio. Ci sono 544 esercizi commerciali che lavorano con apparecchi da gioco e scommesse, ne abbiamo controllati 157, per un indice di presidio che arriva al 30%. Abbiamo effettuato controlli anche sul gioco minorile, con particolare attenzione al rispetto della distanza dai luoghi sensibili. Fino al mio arrivo c’era un’incredibile confusione, si confondeva il gioco legale con quello illegale. Oggi, e i dati lo dimostrano, l’aumento della raccolta che abbiamo registrato conferma che le procedure di vigilanza hanno riportato flussi finanziari dall’illegalità alla legalità. Nell’ultimo anno non ci sono stati aumenti fiscali, se quindi abbiamo aumentato del 16% le entrate dello Stato vuol dire che all’illegalità è stato sottratto qualcosa. E’ normale che si sia creata una tale stratificazione delle norme? Penso proprio di no. Il risultato finale è stata la confusione nel settore, e in questa confusione si è inserita la criminalità, che dal gioco ottiene i profitti più elevati”.

Lo ha detto il direttore generale dell’ADM, Marcello Minenna, durante la firma a Roma del Protocollo d’Intesa con la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino, realizzato per rafforzare la collaborazione tra le due istituzioni che, sulla base delle rispettive competenze, consenta un costante coordinamento al fine di contrastare efficacemente fenomeni di illegalità nel settore del gioco, con particolare riferimento alle tematiche del riciclaggio ed autoriciclaggio.

Il direttore giochi dell’ADM, Stefano Saracchi, ha spiegato: “Bisognerebbe cambiare l’approccio, proprio come sta facendo l’Agenzia negli ultimi anni. Oggi non basta più distinguere solo il gioco legale da quello illegale, ma va considerata anche l’illegalità che si infiltra nel gioco legale. Il settore delle scommesse è importante perchè è utilizzato soprattuto per i reati legati al riciclaggio. Il punto illegale cerca di raccogliere denaro, il punto legale con condotte illegali cerca invece di riciclare denaro. Se aumentiamo i presidi di legalità diminuiscono le patologie legate al gioco, per questo faremo di tutto per aumentare i controlli nel circondario di Avellino”.

E’ quindi intervenuto il Procuratore della Repubblica di Avellino, Domenico Airoma: “Se c’è un aspetto che prediligo della conclusione di accordi è la dimensione di alta operatività, che si concretizzerà anche mediante l’impiego di personale specializzato dell’Adm presso questa Procura. E’ importante sfruttare le elevate professionalità che sono all’interno dell’amministrazione. Va ricordato che in questo settore vengono investiti molti dei profitti illeciti della criminalità organizzata. Il territorio di Avellino viene considerato tranquillo e questo è uno dei motivi per cui la criminalità viene ad investire qui, ma non dovrà più essere più così. Questo protocollo ci consente di mettere in opera un contrasto sistematico all’illegalità che si insinua nella legalità. L’aspetto più preoccupante, infatti, è proprio la penetrazione dell’illegalità nel circuito legale. Ovviamente mi preoccupa anche la diffusione della ludopatia tra i più giovani, che è un altro aspetto che deve essere attenzionato. Oggi serve un controllo dell’abuso di gioco da parte delle fasce giovanili e serve massima attenzione anche al gioco online, sfruttando strumenti tecnici raffinati. Dobbiamo tutti contrastare questi aspetti, anche con attività formativa. E’ importante formare sul campo sia gli investigatori che i pubblici ministeri. Questo settore può sembrare marginale, ma non lo è, è infatti uno di quelli dove la malavita lucra di più. Ormai si parla di mafia imprenditrice, noi dobbiamo essere in grado di stare al passo”, ha concluso il Procuratore.

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