Il caso del bar aperto dopo le 18 nonostante l’ordinanza della Regione Lombardia: i Carabinieri lo fanno chiudere e denunciano il proprietario.

Ieri sera i carabinieri della stazione di Carate Brianza hanno proceduto alla chiusura forzata di un bar-tabacchi del luogo, che alle 19 risultava ancora aperto al pubblico con 4 avventori all’interno, in violazione dell’ordinanza regionale del 23 febbraio, che impone per quella tipologia di esercizi commerciali, la chiusura alle 18. Il titolare, cittadino cinese residente ad Arcore (MB), verrá denunciato per inosservanza al provvedimento dell’Autoritá e rischia fino a 3 mesi di arresto.

Intanto la Confecommercio di Como chiede di posticioare l’orario di chiusura. “L’ordinanza presenta assurde indicazioni in particolare non si capisce perché i bar devono chiudere alle 18 e, inoltre, non vi sono chiarimenti in ordine al concetto di intrattenimento” fa sapere Confcommercio Como, che dichiara: “Sarebbe più opportuno dare una serie di indicazioni chiare di come va gestito, all’interno del locale, l’afflusso di clientela”.

“Stiamo predisponendo con la Fipe nazionale delle indicazioni dettate soprattutto dal buon senso per far sì che non vi siano assembramenti all’interno dei locali” dichiara Mauro Elli, Vice Presidente di Fipe Como. “Ad esempio, in un locale sarebbe possibile avere pure la musica come sottofondo purché vengano rispettati i principi di igiene e profilassi che sono indicati per questa tipologia di virus”.

Confcommercio Como sta anche predisponendo un’istanza al Prefetto perché abbia a modificare, ove possibile, l’ordinanza quanto meno a livello locale e provinciale.

“A costo di essere impopolari bisogna però anche avere il coraggio di non condannarci all’isolamento o farci travolgere dal panico e dalla paura avendo la volontà di uscire, di incontrarsi ma facendolo ovviamente rispettando poche e sagge norme che anche le nostre nonne ci davano, dettate dal buon senso: evitare gli assembramenti, non tenere i tavoli particolarmente vicini, provvedere alla pulizia e all’igiene dei bagni numerose volte durante il servizio, dare indicazioni ai propri dipendenti alla massima attenzione all’igiene personale utilizzando anche disinfettanti”.

“Siamo al massimo del ridicolo – prosegue Confcommercio Como – dove le pasticcerie che fanno servizio al tavolo dovrebbero chiudere alle 18 o sospendere la somministrazione di cibo e bevande facendo però proseguire la vendita dei propri prodotti”. Tra le cose inconcepibili e incongruenti è la possibilità di somministrazione di prodotti artigianali fatta eccezione per i bar, “dimenticando che tantissimi bar e pasticcerie hanno produzione propria e di conseguenza potrebbero somministrare”.

“Pertanto è un’assoluta incongruenza che le attività artigianali possano tenere aperto dopo le 18.00 mentre lo stesso genere di attività ma collegato al bar non è possibile. Una chiara violazione della legge sulla concorrenza che prevede stesse regole e stessi diritti” concludono da Confcommercio.

Intanto arrivano i chiarimenti dalla Regione sull’ordinanza. Le tabaccherie, per esempio, non sono soggette a chiusura limitata, mentre  i gestori di esercizi commerciali che prevedono al proprio interno più attività (ad esempio hotel con bar, ristorante con bar, locali da ballo con ristorante etc…) devono seguire le regole previste per le singole attività commerciali ovvero, bar, locali notturni e qualsiasi altro esercizio di intrattenimento aperto al pubblico sono chiusi tutti i giorni dalle ore 18 alle ore 6. È fatta eccezione per i bar all’interno di hotel che restano comunque aperti per garantire il servizio ai soli ospiti della struttura. Altresì i bar dei ristoranti restano attivi per il solo servizio di supporto alla ristorazione. In linea generale si invitano i gestori delle attività commerciali a mettere in atto tutte le misure necessarie per evitare nei propri locali gli assembramenti a rischio.