Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima) ha respinto – tramite ordinanze – altri ricorsi degli operatori contro Presidenza del Consiglio dei Ministri, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli – Agenzia delle Dogane – Direzione Regionale Lazio e Ministero della Salute in cui si chiedeva l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 2.3.2021 (le cui disposizioni “si applicano dalla data del 6 marzo 2021, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 gennaio 2021, e sono efficaci fino al 6 aprile 2021”), a mente del quale “sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente”; l’art. 1, comma 10, lett. l), del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data 14.1.2021, di identico tenore; di tutti gli atti ad essi presupposti, connessi, coordinati e/o conseguenti, ivi compresi i verbali del Comitato Tecnico-Scientifico nn. 157, 158, 159, 160 e 161, rispettivamente delle sedute del 23 febbraio 2021, 24 febbraio 2021, 26 febbraio 2021 e 27 febbraio 2021, n. 144 della seduta del 12.01.2021, nonché le osservazioni tecniche inviate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano in data 27.02.2021; e per la condanna delle Amministrazioni resistenti al risarcimento dei danni subiti e subendi dalla ricorrente a causa dei suindicati provvedimenti, che ci si riserva di precisare dettagliatamente in corso di giudizio.

Si legge in una delle ordinanze: “Il Collegio, rilevato che le disposizioni del DPCM impugnato – la cui efficacia è formalmente spirata – tra cui quella oggetto di doglianza, continuano ad applicarsi in forza del D.L. 1 aprile 2021, n. 44 (art. 1, comma 1) che a tale atto espressamente rinvia, di tal che le statuizioni in questione risultano allo stato recepite da fonte di rango legislativo; considerato che, in ogni caso, questa Sezione si è già espressa su questioni sovrapponibili a quella oggi in esame (v., tra le molte, le ordinanze nn. 1202/2021 e 847/2021), osservando che anche il d.P.C.M. di data 2.3.2021 (le cui disposizioni “si applicano dalla data del 6 marzo 2021, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 14 gennaio 2021, e sono efficaci fino al 6 aprile 2021”), a mente del quale “sono sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente”, nella parte in cui individuava, fra le attività economiche oggetto di misure limitative e prescrizioni a tutela della salute pubblica, quelle di interesse della parte ricorrente, non risultava palesemente illogico o irragionevole, avendo l’amministrazione effettuato una valutazione inerente al grado di essenzialità dell’attività cui imporre il sacrificio, sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico-scientifico e prevedendosi comunque un ristoro economico a compensazione del periodo di sospensione; ritenuto che, in ragione di quanto sopra, non sussistono i presupposti per la concessione della misura cautelare; ritenuto che ricorrono le ragioni che giustificano la compensazione delle spese della presente fase; il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima), respinge la suindicata domanda cautelare. Spese compensate”.