Il Ministero dello Sviluppo Economico, Direzione generale per il mercato, la concorrenza, la tutela del consumatore e la normativa tecnica, tramite l’AGCOM, Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha comunicato alla Commissione europea le Linee guida per l’adozione dei sistemi di controllo parentale per la protezione dei minori nel Cyberspazio.

Per parental control system (SCP) o sistema di controllo genitoriale si intende un sistema che quantomeno permetta di limitare o bloccare l’accesso a determinate attività da parte di un minore, impedendo l’accesso, mediante applicazioni o filtri di rete a livello di dominio o sottodominio, a contenuti inappropriati per la sua età.
Le Linee Guida si applicano ai contratti per i consumatori. Sono esclusi dall’ambito di applicazione i contratti rivolti ad una clientela di tipo business.
Il termine dello status quo è previsto per il prossimo 22 dicembre.

L’interesse generale che il Ministero intende tutelare è la protezione dei minori durante la navigazione Internet, lì dove i contenuti veicolati possono essere gravemente nocivi allo sviluppo fisico, psichico o morale dei minori, e, in particolare, i contenuti che presentano scene di violenza gratuita o insistita o efferata ovvero scene pornografiche.

Gli operatori devono fornire, come funzionalità minima, la possibilità di impedire ai minori, secondo le modalità tecniche dagli stessi ritenute idonee allo scopo, l’accesso a determinati nomi a dominio, siti Web o ad applicazioni che contengono materiale inappropriato per la loro età.
L’esigenza di adottare delle linee guida per l’implementazione di sistemi di parental control da parte degli operatori di telefonia deriva, infatti, dalle nuove disposizioni in materia di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio introdotti dal legislatore italiano.

Il decreto-legge 30 aprile 2020, n. 28, coordinato con la legge di conversione 25 giugno 2020, n. 70, infatti, ha introdotto «Misure urgenti per la funzionalità dei sistemi di intercettazioni di conversazioni e comunicazioni, ulteriori misure urgenti in materia di ordinamento penitenziario, nonché disposizioni integrative e di coordinamento in materia di giustizia civile, amministrativa e contabile e misure urgenti per l’introduzione del sistema di allerta Covid-19».

In particolare, l’art. 7bis, recante Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio, prevede che:
1. I contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, devono prevedere tra i servizi preattivati sistemi di controllo parentale ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco di contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto.
2. I servizi preattivati di cui al comma 1 sono gratuiti e disattivabili solo su richiesta del consumatore, titolare del contratto.
3. Gli operatori di telefonia, di reti televisive e di comunicazioni elettroniche assicurano adeguate forme di pubblicità dei servizi preattivati di cui al comma 1 in modo da assicurare che i consumatori possano compiere scelte informate.
4. In caso di violazione degli obblighi di cui al presente articolo, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ordina all’operatore la cessazione della condotta e la restituzione delle eventuali somme ingiustificatamente addebitate agli utenti, indicando in ogni caso un termine non inferiore a sessanta giorni entro cui adempiere.

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