“Risultati eccellenti sono stati conseguiti nel settore del Gioco Pubblico, dove l’innalzamento dei livelli di controllo e dell’azione di contrasto all’illegalità realizzato nel corso del 2021 in stretto coordinamento col CoPReGI (il Comitato per la Prevenzione e la Repressione del Gioco Illegale), ha reso possibile un cospicuo aumento della raccolta. Secondo stime preliminari, nel 2022 tale aumento dovrebbe attestarsi intorno al 30 per cento, per un controvalore complessivo di circa 135-140 miliardi di euro, record assoluto nella storia dell’Agenzia”. Lo ha detto questa mattina il direttore generale dell’Agenzia delle Accise, Dogane e Monopoli, Marcello Minenna (nella foto), durante la presentazione del Libro Blu 2021.

Dal punto di vista fiscale il gettito totale è stato di 8,41 miliardi di euro. 2,3 miliardi sono giunti dagli apparecchi AWP, 1,73 miliardi dalle lotterie, 1,12 miliardi dal Lotto, 735 milioni dagli apparecchi VLT, 471 milioni dai giochi numerici a totalizzatore e 1,09 miliardi dagli altri giochi. Nel 2021, tutti i valori del settore giochi hanno registrato una crescita rispetto al 2020, confermando una buona ripresa dell’emergenza sanitaria da Covid-19: +25,98% per la raccolta, +27,06% per le vincite, +19,60% per la spesa e +16,20% per l’Erario.

Grazie alla riapertura dei punti gioco sul territorio, la raccolta del gioco fisico (ad es. derivante da AWP e VLT) nel 2021 ha registrato una crescita del 12,68% rispetto a quella del 2020 (passando da 39,04 miliardi a 44 miliardi), dovuta principalmente a determinate tipologie di gioco: 48,36% per le “Lotterie”, 30,20% per il “Lotto” e 30,05% per i “Giochi numerici a totalizzatore”. La raccolta del gioco a distanza è aumentata ancora del 36,53% rispetto al 2020 (passando da 49,20 miliardi a 67,17 miliardi), con un incremento del numero dei conti di gioco aperti durante l’anno.

Dall’analisi emerge inoltre che, nel corso del 2021, la fascia d’età compresa tra i 18 e i 24 anni ha fatto registrare il maggior numero di conti di gioco aperti (1.360.612). All’interno di tale fascia d’età, si evidenzia una forte maggioranza di uomini (84,45%) rispetto alle donne (15,55%). Le donne risultano invece in leggera maggioranza per le ultime tre fasce d’età: 55-64 anni, 65-74 anni, 75 anni e oltre.

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