“Nel territorio lecchese il gioco d’azzardo patologico è stimato, secondo i dati nazionali, con una forbice tra 1700 e 7500 giocatori patologici. Da rilevare che per ognuno di questi ci sono almeno 4 altre persone (familiari, amici) coinvolte seriamente nel problema. Nel 2019 abbiamo seguito nei nostri servizi di Lecco e Merate 92 persone con un’età media di 48 anni. Rispetto al rapporto con la pandemia, durante la prima ondata abbiamo visto tante persone che essendo costrette ad interrompere il gioco hanno interrotto anche il trattamento; altre hanno spostato il loro interesse verso i giochi online. La chiusura delle postazioni di gioco dal nostro punto di vista non è un provvedimento negativo, anche se molte persone potrebbero risentirne non poco e manifestare le proprie fatiche anche in forme diverse, per esempio accentuando l’utilizzo di sostanze legali (fumo, alcol, psicofarmaci). Un dato è certo, non basta chiudere una persona in casa o vietare un certo comportamento per risolvere i suoi problemi”.

Lo ha detto in un’intervista a lecconotizie.com il direttore del Sert di Lecco, Dott. Franco Riboldi.