“Finalmente la regione Abruzzo si dota di una normativa adeguata, con l’Osservatorio sulle dipendenze patologiche. Bene. Lo chiedevamo dalla scorsa legislatura. Ora, è importante non sottovalutare, però, il Gioco d’Azzardo Patologico (G.A.P.), ricompreso nell’Osservatorio. Questo, perché, il problema è molto sentito in Abruzzo, storicamente nell’area pescarese, ma da tempo anche nelle altre province. Ce ne occupiamo a livello nazionale e regionale da oltre dieci anni”.

Così Donato Fioriti, Presidente Ass. Consumatori “Contribuenti Abruzzo A.P.S.” (CRUC Regione Abruzzo -L.R. 53/10): “Il gioco d’azzardo – articola il presidente – è una dipendenza ufficialmente riconosciuta dalle comunità psichiatriche, ma viene combattuta in maniera molto meno incisiva rispetto alle altre dipendenze tipo droghe o sigarette. Tanti i casi di famiglie a rischio povertà proprio per il vizio del gioco, in Abruzzo, ma soprattutto a Montesilvano, Pescara, nella provincia di Chieti, a l’Aquila. A Pescara e Montesilvano si è ormai consolidando il fenomeno ludopatico, soprattutto in relazione al gioco del bingo ed all’utilizzo delle slot, senza contare le sala slot ad hoc attivate da piccole attività e da un noto centro commerciale, con entrata posteriore sempre aperta, dove giovani, casalinghe, professionisti e pensionati lasciano molto denaro”.

“Si tratta di una patologia che ha in comune con la dipendenza da sostanze il comportamento compulsivo- spiega la dott.ssa in psicologia clinica e della salute Claudia Fioriti – e produce effetti sulle relazioni sociali o sulla salute seriamente invalidanti. Questa patologia è in espansione, anche se non si hanno dati precisi al riguardo, in quanto si fa fatica a ricevere una rilevazione sistematica dei pazienti in trattamento presso i Servizi pubblici per le dipendenze da parte delle Amministrazioni Centrali dello Stato”.

“Il gioco d’azzardo – prosegue la dott.ssa Fioriti – può assumere la connotazione di un vero e proprio disturbo psichiatrico; Il DSM-IV t.r. ha definito il GAP come un “comportamento persistente, ricorrente e maladattativo di gioco che compromette le attività personali, familiari o lavorative”; nel 2013 l’APAha elaborato una nuova definizione più aggiornata e scientificamente corretta ovvero: “Disturbo da Gioco d’Azzardo” (APA – DSM V 2013). L’ICD-10 (International Classification Disease) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo ha inserito tra i “disturbi delle abitudini e degli impulsi”. In ambito clinico è dimostrata in letteratura la comorbilità con altre patologie quali la depressione, l’ipomania, il disturbo bipolare, l’impulsività, l’abuso di sostanze (alcol, tabacco, sostanze psicoattive illegali), disturbi di personalità (antisociale, narcisistico, istrionico, borderline), il deficit dell’attenzione con iperattività, il disturbo da attacchi di panico con o senza agorafobia e altri disturbi fisici associati allo stress (ulcera peptica, ipertensione arteriosa, etc). “L’Associazione Contribuenti Italiani – ricorda il presidente abruzzese – ha proposto che vengano introdotte serie misure per combattere il gioco d’azzardo, l’evasione fiscale ed il riciclaggio, come quella di vietare il gioco in tutti i luoghi pubblici e l’uso massiccio del redditometro per tutti i giocatori d’azzardo, previa identificazione degli stessi tramite la tessera sanitaria, anche al fine di evitare l’approccio dei minorenni al gioco. Un’ulteriore proposta è quella di rilanciare l’economia reale applicando su tutte le vincite derivanti dal gioco d’azzardo un’imposta unica sostitutiva (IUG) pari al 50%”.