Si aprirà il 4 aprile il processo a due fratelli, tra i principali indagati dell’inchiesta “Doppio Gioco”, su un giro d’affari illeciti nel mercato del gaming, nel Leccese, ma anche nelle città di Brindisi e Taranto. Nei giorni scorsi la giudice Simona Panzera ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura. Nella prima udienza la difesa chiederà che il processo venga “riunificato” con quello già in corso (per le stesse vicende) nei riguardi della sorella dei due. Si conoscerà invece il 5 aprile il verdetto per le altre sei persone coinvolte nello stesso procedimento e che, in sede di udienza preliminare, avevano chiesto i riti speciali. Lo riporta lecceprima.it.

I reati contestati a vario titolo sono di associazione per delinquere, frode informatica, esercizio del gioco d’azzardo e abusivo delle scommesse, e trasferimento fraudolento di valori per sottrarli ad eventuali misure di sequestro.

Secondo le indagini condotte dai finanzieri del Gruppo investigazione criminalità organizzata del Nucleo di polizia economica finanziaria tre fratelli, attraverso imprese formalmente intestate a terzi e società di loro proprietà, avrebbero organizzato e gestito il gioco d’azzardo riuscendo a evadere le imposte, omettendo i dati relativi all’ammontare delle giocate realizzate dal singolo dispositivo elettronico. Questo sarebbe stato possibile tramite l’impiego di apparecchi denominati Totem che avrebbero riprodotto il gioco dei videopoker attraverso la combinazione di tasti o l’utilizzo di una calamita, e con “slot machine” non collegate alla rete telematica, grazie alla manomissione di componenti hardware e software.