“Il fenomeno estorsivo si è adattato alle nuove dinamiche economiche e alle diverse presenze criminali. Il Barcellonese si contraddistingue per la richiesta di pizzo agli esercizi commerciali e alle imprese negli appalti, nel Messinese ha preso la via delle scommesse e del gioco d’azzardo, nella zona ionica influisce nelle attività turistiche e poi c’è la mafia rurale con i furti di bestiame e mezzi agricoli per arrivare anche all’intestazione fittizia di bene e così percepire erogazioni di contributi europei”. Lo ha detto il prefetto di Messina, Maria Carmela Librizzi, durante il suo intervento in occasione dell’incontro on line organizzato a 30 anni dalla nascita della prima associazione antiracket, l’Acio di Capo d’Orlando.