L’allerta pandemia non è ancora scongiurata e le parole del premier Draghi in conferenza stampa ne sono la conferma. Il governo ha deciso di estendere l’obbligatorietà del green pass a diverse categorie, ma presto si arriverà all’indispensabilità del documento quasi per tutti. Già per la prossima settimana – secondo le prime indiscrezioni – è in programma una prima riunione della cabina di regia per rendere operative le decisioni prese. La direzione è segnata, anche se le modalità e le date di entrata in vigore delle nuove misure potrebbero essere differenziate. Tutto passa infatti dalla contrattazione con i sindacati. Chi entra in una attività di ristorazione, come nel caso di bar e ristoranti al chiuso deve avere il green pass. Lo stesso obbligo non è però previsto per titolari e gestori, personale di sala e addetti alle cucine. Una disparità che si ritiene di dover sanare imponendo a tutti i dipendenti dei locali pubblici la certificazione richiesta ai clienti. Discorso analogo riguarda le palestre e le piscine, i circoli sportivi, i cinema, i teatri e le sale giochi. Si tratta di luoghi dove, secondo la classificazione ormai risalente al maggio 2020, si creano file e assembramenti con maggiore intensità e nonostante i protocolli prevedano distanziamento e mascherine si potrebbe ritenere indispensabile che i lavoratori seguano le stesse regole imposte ai clienti.