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(Jamma) – Si è tenuto ieri a Roma il convegno organizzato da Codacons e Siipac Lazio sulle nuove terapie per affrontare la dipendenza da gioco. Rappresentanti del Ministero della salute, medici, esperti e psicologi si sono confrontati sul tema e hanno svelato gli importanti risultati di una ricerca, sostenuta dalla Fondazione Intesa Sanpaolo, relativa all’onoterapia.

Il ricorso agli asini – in base a quanto emerso dallo studio – può apportare reali benefici ai soggetti che hanno sviluppato forme di ludopatia, grazie alle caratteristiche proprie di tale animale che, a differenza dei luoghi comuni, è incredibilmente intelligente e capace di interagire con l’essere umano.

“Il giocatore d’azzardo patologico è nella maggioranza dei casi un individuo che ha perso il piacere di relazionarsi con gli altri, ha spesso problemi sociali e familiari e si trova in una condizione di solitudine – spiegano Codacons e Siipac Lazio nella ricerca sostenuta dalla Fondazione Intesa Sanpaolo -. L’onoterapia per le sue proprietà terapeutiche e per la caratteristica forma di comunicazione che si instaura tra l’utente, l’operatore e l’asino, può essere un grande supporto per il giocatore patologico nel suo obiettivo di riconquista dell’autostima e del riconoscimento sociale. L’asino con le sue caratteristiche etologiche, fisiche, comportamentali e simboliche rappresenta un facilitatore alla Relazione, e la relazione con l’asino è il mezzo, lo strumento della terapia. La qualità più importante e riconosciuta dell’onoterapia rispetto ad altre terapie più tradizionali risiede infatti nel ruolo attivo del paziente, che viene continuamente stimolato e motivato dall’interazione con l’asino. Nel giocatore la capacità di accudimento e l’immediato riscontro dell’influenza del suo ruolo possono rilevarsi importanti ausili terapeutici, soprattutto nell’ottica della co-terapia, un metodo di cura che opera in sinergia con le terapie tradizionali”.

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