La legge di Bilancio per il 2020 all’esame del Senato prevede un incremento della tassazione sulle vincite al gioco. Una misura che non sembra aver suscitato particolari reazioni nell’opinione pubblica. Ma come funziona nel resto del mondo?

La Manovra di bilancio portà con sè una serie di novità tra cui l’incremento della tassa  sulle vincite conseguite mediante apparecchi videolottery, giochi numerici a totalizzatore nazionale e lotterie nazionali ad estrazione istantanea.

Il testo all’esame del Senato prevede infatti un ulteriore aumento del prelievo sulle vincite superiori ai 500 euro conseguite alle videolotterie che decreto-legge n. 50 del 2017 ha fissato al 12%.

Il provvedimento che dovrà essere approvato entro la fine dell’anno dispone l’aumento dei prelievi nelle seguenti misure:

  1. 1,9 per cento dal 1° maggio 2020 e 1,3 per cento dal 1° gennaio 2021, per la vincita o parte di essa fino a 500 euro;
  2. 15 per cento, dal 1° maggio 2020, per la parte della vincita eccedente euro 500.

A decorrere dal 1° marzo 2020, inoltre, il diritto sulla parte della vincita eccedente i 500 euro nei giochi numerici a totalizzatore nazionale e lotterie nazionali ad estrazione istantanea è fissato al 15 per cento.

Il comma 3, infine, demanda poi a un provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli la modifica della percentuale del prelievo sulla vincita dei giochi SuperEnalotto e Superstar destinata al fondo utilizzato per integrare il montepremi relativo alle vincite di quarta e quinta categoria dell’Enalottoal fine di adeguarla alle nuove aliquote del prelievo sulle vincite. Attualmente tale percentuale è del 10%.

Sarà comunque un prelievo ai giocatori che, a quanto pare, risulta essere una pratica piuttosto diffusa.

In Lettonia, ad esempio, da un paio di anni lo Stato ha applicato un’imposta sulle vincite. La soglia è stata ulteriormente aumentata nel 2019 e ora le vincite tra € 7.200 e € 55.000 sono tassate del 23%, mentre le vincite superiori a € 55.000 sono tassate al 31,4%.
Anche per i giocatori d’azzardo moldavi non sono proprio rose e fiori: qualsiasi vincita superiore a 240 MDL (12 euro) da settembre 2019 è tassata al 18%.
In Polonia è stata introdotta un’imposta sulle vincite il 1 ° gennaio 2018 al tasso del 10% sulle vincite superiori a 2.280 PLN (circa 530 EUR). Ma la tassa non viene applicata sulle vincite al casinò e alle slot machine. 
La regione spagnola di Valencia prevede una tassa sulle vincite al casinò. Dal 1 ° gennaio 2019 le vincite ai casinò sono tassate nel modo seguente: 20% sulle vincite fino a € 2 milioni, 30% sulle vincite tra € 2 milioni e € 4 milioni, 40% sulle vincite tra € 4 milioni e € 6 milioni e 50% sulle vincite di € 6m o più.
In Grecia non si pagano tasse sulle vincite inferiori ai 100 euro in un anno. Se si vincono più di 500 euro scatta la tassa del 20%.
In Russia le vincite nette dei giocatori sono tassate del 13%.
Guardando fuori dall’Europa, il Finance Act della Tanzania 2018 ha introdotto un’imposta sulle vincite pari al 20%. Le vincite al casinò hanno un tasso inferiore: del 12%. 
Alle Bahamas da luglio 2019 è stata applicata una tassa sulle vincite ai giochi del tipo lotteria. Il tasso è del 5% per vincite fino a 1.000 BSD (circa 900 euro) e del 7,5% per vincite superiori a 1.000 BSD.
“I governi – come spiegano gli esperti della Global Betting & Gambling– potrebbero dirsi soddisfatti di incamerare più soldi dalle tasse in modo così semplice e veloce, ma le imposte sulle vincite dei clienti alterano il comportamento e, a lungo termine, potrebbero comportare minori entrate dal gioco. Può influenzare il modo in cui gli operatori incentivano i clienti e incoraggiano gli operatori non regolamentati, che non sono obbligati ad applicare l’imposta”.