guardia di finanza
Print Friendly, PDF & Email

(Jamma) – La lotta al riciclaggio passa dal controllo sulle criptovalute, anche per i giochi online. E’ quanto emerge dal “Manuale operativo in materia di contrasto all’evasione e alle frodi fiscali” della Guardia di Finanza, entrato in vigore a gennaio 2018, che contiene le regole per le verifiche, i controlli fiscali e le indagini di polizia economico-finanziaria.

Il nuovo regime prevede che sia tenuto a verificare le transazioni finanziarie anche chi presta “servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale, limitatamente allo svolgimento dell’attività di conversione di queste ultime da/o in valute aventi corso forzoso”.

Per la GdF – riporta il “Sole 24 Ore Plus” – si devono considerare nei controlli “le ipotesi di accredito sui rapporti intestati al contribuente di somme rinvenienti da entità giuridiche le quali gestiscano piattaforme informatiche che convertano moneta avente corso legale in valuta virtuale o criptovalute, talora utilizzate, ad esempio, per giochi online”. Particolare attenzione va riposta “a tali operazioni di accredito, tenuto anche conto che i passaggi/gli scambi di criptovalute (es. bitcoin) tra soggetti non sono censiti, investendo un mercato totalmente non ufficiale: in astratto, infatti, un contribuente potrebbe cedere merce in evasione di imposta ad un terzo, ricevendone il pagamento tramite valuta virtuale, che egli potrà aver cura di convertire in moneta legale solo successivamente, per poi dichiarare ai verificatori – in sede di eventuale, successiva attività ispettiva – che tali somme rinvengano da vincite da gioco su piattaforme on line”. Per questo motivo devono essere controllati con attenzione “gli addebiti ricondotti all’acquisto di valuta virtuale presso piattaforme informatiche”.

Commenta su Facebook