Presentato questa mattina, alla cittadella sanitaria di Rovigo, il quadro sulla situazione polesana per quanto riguarda la dipendenza da gioco d’azzardo.

Antonio Compostella ha detto “Ci preoccupa il fatto che abbiamo 106 persone , in tutto, in cura per ludopatia. Significa che intercettiamo solo la punta dell’iceberg di questo fenomeno. Non sappiamo quante siano davvero i malati di ludopatia perché non sono ancora agganciati dai nostri servizi. Vogliamo dire alla famiglie che possono contare su di noi e rivolgersi a noi con la sicurezza di anonimato e riservatezza”.

I servizi dell’Ulss 5 Polesana – si legge su rovigoindiretta.it sono ben strutturati e agiscono su quattro fronti: educazione, prevenzione, recupero e riabilitazione.

L’Ulss 5 e il servizio sulle dipendenze dell’azienda è molto focalizzato sulla problematica. Marcello Mazzo, dirigente del Servizio, ha sottolineato che con il decreto Balduzzi del 2012, è stata data “dignità” di malato al ludopata. Questo ha consentito alle Ulss di inserire le terapie per contrastare la dipendenza nei Lea, i livelli essenziali di assistenza.

Paola Casson, dirigente dei servizi sociali dell’Ulss 5, ha delineato una sorta di identikit del malato di gioco: “La malattia colpisce in maniera trasversale dal ragazzino al pensionato. I problemi economici per le famiglie vittima del problema sono enormi. Per queste famiglie è in gioco la stessa sopravvivenza”.

Il Serd del Polesine ha attivato uno sportello sul territorio contro le ludopatie per avvicinarsi e avere informazioni, se si hanno problemi di ludopatia, o se in famiglia si vive una situazione di dipendenza da gioco da azzardo. Il numero è 3883271661.