“L’Utis è un’associazione di esercenti che esiste dai tempi del Totocalcio. Oggi l’offerta si ritorce contro gli esercenti e li rende una categoria reietta. Sono loro a farne le spese. Questa normativa, che incide sul territorio a macchia di leopardo, contiene aspetti di principio condivisibili ma nasconde un grande vuoto giuridico.

La sostanza di questi provvedimenti è vuota. Non si tiene conto di cosa sostanzi la propaganda sulle distanze. Nulla viene considerato in termini giuridici. C’è grande preoccupazione da parte mia, è stata tolta la dignità del diritto al settore che qui stiamo rappresentando. Nessuno più ha il rispetto di parlarne in termini giuridici e questa è una delle cose più gravi che mi sia mai capitata”. Lo ha detto l’avv. Stefano Sbordoni (Presidente Utis) intervenendo al convegno “Pubblicità & Gambling: la scelta italiana. In che direzione va il mercato” a Enada Primavera.

Per Domenico Distante (Sapar): “Ormai ogni giorno si vede legiferare, sulle distanze, sui limiti orari, ognuno fa a modo suo con normative che non portano da nessuna parte. C’è ipocrisia sempre più evidente, si dice che il gioco sia il nemico ma si prendono i fondi dal settore. Serve un riordino che ancora non c’è e che lascia nell’incertezza il comparto. Spero ci sia una norma così come si era stabilito nella Conferenza Stato-Regioni. Altimenti se si continua a navigare a vista si rovina un settore che ha dato tanto allo Stato italiano. Serve un dialogo che attualmente manca, soprattutto con il M5S, che dice tutto e il contrario di tutto. Se il gioco è immorale si togliesse del tutto”.