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“Nel nostro ordinamento l’intervento legislativo più organico in materia è stato effettuato, come noto, con il cosiddetto decreto Balduzzi (decreto legge n. 158 del 2012 , convertito nella legge n. 189 del 2012). Tra le diverse tematiche affrontate la legge ha previsto l’aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) con riferimento alle prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione rivolte alle persone affette da ludopatia. Tuttavia, la riforma è rimasta incompiuta”.

Lo ha detto Luigi Gaetti, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, intervenendo a Palermo, nell’ambito della Tavola Rotonda “Azzardo. Per una svolta istituzionale a tutela della persona e del bene comune” presieduta dall’arcivescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli e organizzata dalla Consulta Nazionale Antiusura.

“Nonostante il nostro grido d’allarme che parte da molto lontano – ha dichiarato Mons. Alberto D’Urso, presidente della Consulta Nazionale Antiusura – i Monopoli stanno promuovendo a velocità supersonica l’immissione sul mercato di 265 mila slot e più di 55.000 pericolosissime moderne videolottery che equivalgono a 750 milioni circa di euro che nel 2019 saranno sottratti in più alle tasche dei giocatori. In sostanza la tassazione dello Stato continua a non risparmiare le vittime dell’azzardo”.

“Basta con i termini “giochi di abilità a distanza” dove di abilità non c’è niente ma è solo un casinò on line; basta con i rimandi e con le necessità di bilancio statale che a conti fatti tra costi e benefici registra solo perdite – dice Ruggero Ricco, Segretario Nazionale della Consulta Antiusura. – Non è abolendo l’offerta che si può sperare in una diminuzione dell’azzardo”.

“Attraverso il controllo del gioco lecito lo Stato eviterebbe il riciclaggio di denaro di illecita provenienza, il ricorso a forme di violenza nei confronti dei giocatori insolventi e l’incremento dei patrimoni della malavita organizzata – spiega Giovanna Nozzetti, Giudice terza sezione Civile Tribunale di Palermo -. Per questa ragione, la legislazione di settore si sarebbe orientata non tanto verso l’enfatizzazione del disvalore morale del gioco d’azzardo, quanto piuttosto nella direzione della maggiore diffusione possibile del gioco lecito controllato dallo Stato”.

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