Comincia in salita il 2019 per l’Azienda-Italia. E per le imprese di gioco e scommesse lo è ancora di più. Nei primi tre mesi dell’anno il bilancio tra aperture e chiusure di imprese, nell’intero territoio nazionale, ha segnato un calo dello 0,4% rispetto a fine dicembre 2018 e corrispondente, in termini assoluti, a un saldo negativo di 21.659 imprese.

Nel settore del gioco si contano 176 cessazioni, contro 27 nuove aperture.

Così come la tendenza generale a determinare il risultato in “rosso” è stato il soprattutto consistente balzo in avanti delle cessazioni (136.069 contro le 128.628 del 2018), solo in parte compensato da un moderato incremento delle iscrizioni rispetto allo stesso periodo del 2018 (114.410 contro 113.227). E’ questa – in estrema sintesi – la dinamica che emerge dalla lettura dei dati ufficiali sulla natalità e mortalità delle imprese italiane nel I° trimestre 2019, diffusi da Unioncamere.

Complessivamente le imprese che risultano essere state registrate come operanti nel settore dei giochi e delle scommesse sono 7.914, ma solo 7.040 quelle che risultano attive. Le cessazioni corrispondono al 2,5% rispetto al totale.

A fine 2018 le imprese registrate risultavo essere 7.029, 95 le nuove aperture e ben 580 le cessazioni.

In Piemonte 12 chiusure

Indicativa la situazione in Piemonte. In soli tre mesi si contano 12 chiusure contro 3 nuove aperture. Complessivamente le imprese registrate sono 402, ma solo 364 quelle in attività.

In Lombardia sono state registrate 19 cessazioni contrio due sole nuove aperture.

In Veneto il rapporto è di 13 contro 4 aperture.

In Puglia le cessazioni sono 12, 2 le aperture.