“Parlare del gioco d’azzardo illegale in Italia è importante, credo che sia fondamentale, oggi inoltre è stato organizzato e si terrà a Palazzo Colonna un convegno su gioco e legalità organizzato proprio da Lottomatica, finalizzato a diffondere la cultura della legalità e il rispetto delle regole. C’è l’esigenza che anche nel gioco ci si accerti del soggetto presso il quale si effettua una giocata o una scommessa, questo peraltro lo si rileva anche attraverso l’elenco pubblicato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, un elenco in cui sono indicati tutti i soggetti titolari di concessione. Questo permette a chi si avvicina al mondo delle scommesse di avere la capacità di individuare il suo interlocutore. E’ fondamentale che vengano rispettate tutte le regole da parte dei concessionari come da coloro che operano nelle sale giochi e scommesse, bisogna fare in modo che la disciplina che è prevista specificamente in questo settore venga rispettata e che vi sia una particolare attenzione anche a coloro che giocano, non solo per la ludopatia ma anche per quel che può essere l’interesse specifico del giocatore, a volte un interesse diretto a un investimento anche illegale”.

Lo ha detto il Procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho (nella foto), a Unomattina.

“Nella disponibilità delle mafie c’è sicuramente il gioco illegale, questo è protetto dalle mafie e sarebbe impensabile gestire il gioco o le scommesse al di fuori di un sistema di protezione fatto di violenza e intimidazione, di usura ed estorsione. D’altro canto le indagini hanno evidenziato come le organizzazioni mafiose, ndranghetiste e camorriste si siano mosse per conquistare uno spazio importante soprattutto nel gioco online, che consente attraverso l’istituzione di piattaforme con sedi anche in paesi diversi dall’Italia la gestione del gioco online in Italia, con evasione delle imposte, quindi dei tributi, con la possibilità di riciclaggio e di sviluppare un canale ulteriore di arricchimento, tutto questo fingendo di operare all’estero. Lo hanno dimostrato l’indagine ‘Galassia’ della fine del 2018 e l’indagine ‘Gambling’ del 2015, con sequestri l’una di attività per oltre 1 miliardo di euro e l’altra per oltre 2 miliardi di euro. Si tratta di attività che vengono portate avanti e gestite a volte dalle stesse organizzazioni mafiose in consorzio tra loro, con un enorme reinvestimento è un arricchimento straordinario che portano un danno enorme.

Secondo una stima che è stata fatta recentemente nel 2019 il gioco legale ha consentito allo Stato di incassare su giocate per circa 106 miliardi di euro ed è evidente che se questa è la cifra che le giocate hanno evidenziato nel momento in cui il gioco legale è stato chiuso si è consentito alle organizzazioni criminali di gestire il corrispondente gioco illegale e quindi una ricchezza enorme. Ecco perché quando si dice che il gioco legale va promosso è evidente che non si tratta di una sollecitazione al gioco, che comunque andrebbe contenuto e in qualche modo ostacolato, ma chiudere il gioco legale significa dare alla criminalità organizzata la possibilità di operare con maggiore efficacia e maggiore ricchezza”.