“Un’operazione molto importante alla luce delle indagini fatte sul monitoraggio del territorio. La presenza della criminalità organizzata non è più portata avanti con intimidazioni e violenze ma attraverso l’impiego di capitali. Abbiamo contestato agli indagati il reato di associazione a delinquere con l’utilizzo di metodi mafiosi. Cambia il tipo di reati, che diventano di natura economica, commessi da persone “pulite” ma legate alla malavita con il riciclaggio e l’autoriciclaggio di proventi illeciti. Attività su cui, per essere scoperte, serve la compentenza della Guardia di Finanza. In provincia di Rimini c’è la presenza di soggetti ispiratori delle politiche criminali ai quali si aggiungono ulteriori figure che fungono da prestanome e diventano lo strumento per il consumo dei reati. Una sala giochi di Cattolica serviva come strumento per “ripulire” i proventi attraverso la simulazione di alcune vincite. In un territorio come questo, potenzialmente ricco ma allo stesso tempo in crisi per il post-covid, c’è l’alto rischio di infiltrazioni della criminalità organizzata. Le imprese e l’imprenditoria pulite sono quelle più danneggiate da questa situazione a causa della concorrenza sleale messa in campo dai sistemi criminali”. E’ quanto ha dichiarato – come riporta riminitoday.it – il Procuratore antimafia della Dda di Bologna, Giuseppe Amato, in merito all’operazione “Darknet”.