“Abbiamo voluto dare voce agli operatori del settore. In questa indagine ci sono i racconti di chi fa impresa per fare il punto sulla situazione e per capire quali sono le prosepttive future. Questo è un comparto che opera costantemente sul confine tra accettabilità e non accettabilità. Parliamo di imprese che operano nella legalità, che rappresentano un baluardo importante per la tutela della legalità, ma dato che svolgono attività che possono comporate rischi per la salute queste vengono tenute costantemente sotto osservazione. C’è una grande contraddizione, da una parte si promuove l’attività d’impresa, da una parte se ne ostacola lo sviluppo per limitare i rischi ad essa connessa. La dimensione regolatoria non è messa in discussione, c’è consapevolezza del tema della ludopatia e dei rischi connessi, c’è anche la percezione che se da una parte si è impresa, dall’altra si viene vissuti come soggetti al confine, a volte da promuovere e a volte da combattere”.

Lo ha detto Riccardo Grassi (nella foto), Head of Research di SWG, durante l’evento “Giocare da grandi. Analisi, prospettive e scenari del settore del gioco pubblico” organizzato oggi a Roma da Formiche, in collaborazione con SWG S.p.A. e IGT, per presentare l’ultima indagine dell’Osservatorio sul gioco.

“Tutti gli intervistati – ha aggiunto Grassi – hanno chiesto regole chiare per avere una prospettiva d’impresa. Serve certezza normativa. C’è difficoltà nell’agire imprenditorialmente in un contesto in cui il sistema regolativo non solo è complesso, ma diventa a un certo punto quasi aleatorio. Tutto questo in una situazione economica che ben conosciamo: è vero che nel settore del gioco i costi della materia prima non sono cresciuti, ma i costi di esercizio sì. I costi dell’energia elettrica sono aumentati significativamente, così come tutti i costi connessi, ma questo è un sistema che non ha elasticità di prezzo. Il costo delle giocate non cambia, anche se il mio costo d’esercizio è cresciuto. Ecco che laddove non ho elasticità di prezzo, se vengono aumentati i costi d’esercizio e la tassazione continua a crescere costantemente nel tempo, l’elasticità diventa drammaticamente solo una, quella sul personale e sui locali. Il rischio è che si perdano posti di lavoro e chiudano gli spazi fisici, riducendo l’azione di quello che è il principale presidio di legalità sul territorio”.

Parlando della lotta alla ludopatia Grassi ha ricordato che “gli operatori non vogliono che ci siano persone con comportamenti patologici, perchè questi rendono il clima della sala non bello, non piacevole. Loro sono i primi a dire di stare attenti”.

“C’è poi un altro tema rilevante – ha evidenziato l’Head of Research di SWG -. Esiste grande rigidità normativa in un mondo che cambia molto velocemente. Ancora una volta l’innovazione è figlia di scelte imprenditoriali, ma un’impresa non può investire in innovazione se non ha una prospettiva temporale definita davanti agli occhi”.

In conclusione, parlando delle principali richieste di chi lavora nel settore giochi, Grassi ha spiegato: “In un sistema che non ha elasticità di prezzo un aiuto per ridurre i costi delle bollette diventa particolarmente importante, questo dà ossigeno nel breve periodo. Poi c’è la necessità della certezza giuridica, che è la base per costruire un’impresa. Infine c’è il problema della tassazione, che va ridotta. Il percorso realizzato in questi mesi con gli operatori è stato molto interessante perchè ha messo al centro la logica d’impresa in un sistema complesso, composto da grandi concessionari e piccoli gestori. Per chi fa parte del comparto giochi, secondo quanto emerso, non ci sono dubbi: il raggiungimento di una certezza regolativa non è più rinviabile”.

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