Si è concluso ieri mattina, 10 aprile 2019, il secondo ciclo di incontri organizzati dalla Regione Lombardia in collaborazione con Avviso Pubblico nell’ambito del progetto Percorsi di formazione e conoscenza contro mafia e corruzione.

Il progetto, che prevede la realizzazione di un totale di 22 eventi formativi nelle 11 tappe provinciali, mira a sviluppare iniziative di conoscenza, formazione e scambio di buone prassi amministrative, volte a far maturare sensibilità rispetto alla prevenzione e al contrasto alle mafie e alla corruzione e di ogni altro reato connesso alle attività illecite e criminose. A Lodi si è discusso di gioco d’azzardo. Due eventi – uno serale di carattere generale e l’altro mattutino dai contenuti più specialistici – che hanno visto la partecipazione di amministratori locali, funzionari, dipendenti comunali e cittadini.

“È un percorso formativo molto importante per gli Enti locali, necessario per comprenderne i meccanismi e per poter intervenire attraverso azioni di prevenzione e contrasto più efficaci” ha dichiarato la consigliera della Regione Lombardia Selene Pravettoni.

Dopo i saluti istituzionali, ad aprire il seminario l’intervento del tenente colonnello Giovanni Gervasi della Direzione Investigativa Antimafia di Milano: “Tutte le mafie hanno un forte interesse nel gioco legale: per fare soldi e per ripulirli. Acquisiscono attività commerciali, impongono le loro slot per controllare i territori o le manomettono. È un settore in cui è necessario mantenere alta la guardia”.

“In cinque anni a Pavia abbiamo intrapreso un lungo percorso che ci ha portato dall’essere considerati la capitale del gioco d’azzardo in Italia a diventare un territorio che gioca meno della media nazionale, – ha spiegato Angela Gregorini, già assessore del Comune di Pavia – Le attività di sensibilizzazione, che hanno visto direttamente coinvolti anche gli esercenti, hanno permesso di tagliare del 30% le slot machine presenti sul territorio comunale”.