tar tribunale
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(Jamma) – Un amministratore giudiziario per sette sale da gioco sequestrate lo scorso aprile a Genova dalla Procura della Repubblica, fino ad allora secondo gli investigatori utilizzate sopratutto per le scommesse clandestine e controllate da una associazione a delinquere.

Si cercherà di riportarle alla legalità, riaprendo quelle che non producono perdite, in modo tale da produrre utili per lo Stato. Così ha deciso il giudice che nella scorsa primavera ne firmò il sequestro preventivo.

Dopo sei mesi di sigilli, tre sale sono state riaperte da pochi giorni. In questo periodo di amministrazione controllata gli incassi andranno allo Stato, che peraltro prende già il 7% sulle giocate attraverso i Monopoli di Stato. A fine prova e qualora si arrivasse alla confisca definitiva, la gestione passerebbe alla Agenzia Nazionale Beni Confiscati, che diventerebbe il soggetto supervisore della azienda titolare. Se invece il tribunale dovesse negare la confisca, le sale tornerebbero nella proprietà dei titolari. Gli altri mini casinò, con video-lottery e gioco on-line, rimangono ancora chiusi e nei prossimi giorni si cercherà di capire che fine faranno.

Tutte le sette sale gioco rientrano in un’inchiesta della Guardia di Finanza e della Dda che ipotizza l’associazione a delinquere finalizzata al gioco d’azzardo, al riciclaggio, alla truffa ai danni dello Stato; l’esercizio abusivo di attività di gioco o scommessa. Reati attribuiti, a vario titolo, ai 38 indagati, fra i quali molti titolari di bar, che però sono ritenuti dei prestanome. Tutti i locali sarebbero stati gestiti illecitamente, sfuggendo al controllo ed al “prelievo unico erariale” da parte dei Monopoli di Stato.

 

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