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(Jamma) Vasta operazione del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza che ha portato, alle prime luci dell’alba, all’esecuzione di 21 ordinanze di custodia cautelare in carcere, oltre a tre provvedimenti di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, emesse dal G.I.P. del Tribunale di Messina su richiesta della Procura Distrettuale Antimafia di Messina. Nella rete degli inquirenti figure note e meno note, protagonisti da anni della storia che lega la mafia con il territorio messinese. Nel corso dell’indagine le Fiamme Gialle hanno sequestrato 159 di tali macchine e 369 schede elettroniche, la metà delle quali, a seguito di perizie effettuate da consulente tecnico della Procura, sono risultate essere state alterate per ridurre le probabilità di vincita. L’ufficio all’interno del distributore di carburante posto nelle immediate adiacenze del bar di proprietà costituiva una vera e propria “cassa continua” dell’organizzazione. A dimostrazione della notevole liquidità raccolta con la fiorente gestione delle attività illecite nel settore delle videoslot è significativo che nel corso di una perquisizione eseguita dalla Guardia di Finanza, all’interno di una botola ubicata nella cabina del distributore, siano stati sottoposti a sequestro oltre 140 mila euro in contanti. In tale circostanza, è stato rinvenuto anche un “libro mastro” ove erano annotati, con cadenza mensile, i guadagni, pari ad oltre 1.800.000 euro, che la cosca era riuscita ad incassare, in contanti, in circa sei anni, attraverso l’attività di noleggio di una parte degli apparecchi illegali. In particolare, attraverso minuziose attività investigative è stato ricostruito il metodo mafioso posto in essere dagli indagati nella gestione di controversie di varia natura e dei proventi illeciti, nonché le violente modalità con cui gli associati operavano il capillare controllo del territorio per la gestione delle attività economiche di pertinenza, territorio sottoposto ad un incondizionato “dominio” (da qui il nome dell’operazione). Significativi sono risultati alcuni episodi: in un caso è stato appurato come, una volta acquisito il controllo delle zone di influenza mediante l’installazione di videoslot in svariati locali della città e della provincia, il gruppo si sia preoccupato di garantire che nessuno interferisse con le attività di gioco e scommesse. In un secondo caso la violenza e la caratura criminale degli indagati, nonché la loro volontà di ribadire la propria egemonia nel settore del gioco d’azzardo rafforzando il “prestigio” dell’organizzazione, si sono manifestati in occasione di un brutale pestaggio posto in essere ai danni di un cittadino extracomunitario, reo solo di avere conseguito una consistente vincita giocando con le macchinette riconducibili al clan che, in conseguenza di ciò, stava perdendo del denaro. A seguito dell’accurata ricostruzione patrimoniale degli interessi imprenditoriali dell’arrestato sono stati apposti i sigilli a tre società operanti nel settore del noleggio di centinaia di apparecchiature da gioco e scommesse.

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