guardia di finanza
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(Jamma) – I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Catanzaro, coordinati dal Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme Dott. Salvatore Curcio e dal Sostituto Procuratore D.ssa Marta Agostini, hanno dato esecuzione a un provvedimento cautelare personale e a un decreto di sequestro preventivo emessi dal G.I.P. di Lamezia Terme su richiesta di questa Procura della Repubblica, nei confronti di tre persone per i reati di bancarotta fraudolenta, omessa dichiarazione dei redditi e peculato.
In particolare, le Fiamme Gialle hanno notificato a due coniugi la misura del divieto temporaneo di esercitare ogni attività di impresa, mentre ad un terzo soggetto quella del divieto di esercitare la professione di commercialista. I primi due erano stati già colpiti nel novembre 2015 da misure interdittive nell’ambito di un’altra operazione con l’accusa di peculato, bancarotta fraudolenta, dichiarazione infedele e circonvenzione di incapace, commessi nell’ambito del fallimento della società a loro riconducibile e operante nel settore della gestione di videogiochi ed apparecchi da intrattenimento. In quella circostanza, ai finanzieri non erano sfuggiti alcuni beni confluiti in un’altra società costituita dai due coniugi e poi dichiarata fallita nel 2014.

L’approfondimento delle vicende legate al fallimento della prima società portava alla luce una serie di anomalie e artifizi contabili tesi a rendere difficilissima la ricostruzione del
patrimonio e il movimento degli affari della stessa. Le indagini, tuttavia, consentivano di accertare lo “svuotamento” progressivo dei beni societari, in danno di creditori e Pubblica Amministrazione, a favore della seconda società e di un’altra società riconducibile al marito.

Detti beni, costituiti da un impianto di bowling a 12 piste e numerosi apparecchi da intrattenimento (oltre 200 apparecchi da gioco tra slot-machine, flipper, carambole e altri), venivano, infatti, ceduti alla seconda società a titolo gratuito o a cifre irrisorie rispetto al prezzo di acquisto, di fatto rendendo la prima società una mera “scatola vuota” fino alla dichiarazione di fallimento. Inoltre, dagli accertamenti svolti dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria – Gruppo Tutela Economia – di Catanzaro sono anche emersi oltre 4 milioni e mezzo di euro “scassettati”, ovvero prelevati dagli apparecchi da gioco e mai transitati nelle casse della società fallita, tra i quali era computata anche la quota da versare all’erario quale concessionario per la tenuta di apparecchi da gioco con vincita in denaro (circa 48 mila euro).

Le condotte distrattive e la dissipazione del patrimonio societario venivano realizzate con il concorso della commercialista, che avrebbe fornito un considerevole apporto personale, gestendo la contabilità della prima società nella quale, tra l’altro, avrebbe registrato costi fittizi per oltre 2 milioni di euro allo scopo di abbattere i ricavi e distrarre liquidità. Alla luce delle indagini svolte, pertanto, il Giudice per le indagini preliminari presso il Tribunale di Lamezia Terme, Dr.ssa Valentina Gallo, ha emesso l’ordinanza di misure cautelari e disposto il sequestro preventivo di somme di denaro e beni nelle disponibilità degli indagati per un ammontare complessivo di circa tre milioni di euro. I finanzieri hanno, quindi, cautelato conti correnti accesi in diversi istituti di credito, quattro immobili (tra cui una villa di 15 vani con piscina a Lamezia Terme), la sala bowling a 12 piste e centinaia di apparecchi da gioco del tipo slot-machine.

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