Il Tar Lazio ha respinto il ricorso di Lottomatica contro il diniego accesso agli atti relativi all’assegnazione gara Superenalotto.

La ricorrente formulava istanza accesso agli atti  relativi a aggiudicazione definitiva in favore della Sisal s.p.a. della gara indetta dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per l’affidamento, mediante procedura di selezione aperta, competitiva e non discriminatoria, della gestione dei giochi numerici a totalizzatore nazionale.

L’Agenzia resistente il 24 gennaio 2020 depositava l’integrale documentazione riguardante la verifica dell’anomalia dell’offerta tecnica Sisal, ribadendo con successiva memoria la legittimità del diniego di accesso impugnato “al fine di evitare l’abusiva acquisizione e utilizzazione del segreto commerciale; e ciò anche in considerazione delle specifiche caratteristiche dell’ordinamento di settore in cui si colloca l’avversa richiesta di ostensione documentale”, non avendo la ricorrente, tra l’altro, compiutamente dimostrato l’esistenza di un nesso funzionale tra la documentazione richiesta e gli interessi sottesi all’accesso.

La controinteressata Sisal eccepiva, invece, la tardività dell’istanza di accesso avanzata in sede di motivi aggiunti, attesa la sua proposizione solo il 26 novembre 2019, quando ormai il termine per l’impugnazione dell’diniego parziale, reso in data 18 ottobre 2019, era già trascorso.

Con successiva memoria la ricorrente – nel confermare il persistente inadempimento della resistente in ordine alla sola offerta tecnica dell’aggiudicataria e, quindi, il suo interesse ad una relativa decisione – replicava, relativamente alla dedotta tardività, la decorrenza del relativo termine dalla data di effettivo accesso ai documenti il 6 novembre 2019, argomentando come essa “solo al momento dell’effettivo esercizio dell’accesso si è potuta rendere conto che la documentazione resa disponibile non fosse sufficiente alla predisposizione di una adeguata e consapevole difesa in situazione di sostanziale parità tra le parti”.

Alla camera di consiglio del 5 marzo 2020, la causa veniva trattata e, dunque, trattenuta in decisione.

L’istanza di accesso avanzata dalla Lottomatica Holding s.r.l. (di seguito, anche semplicemente “Lottomatica”) ai sensi dell’art. 116, comma 2, c.p.a. deve essere dichiarata irricevibile, come formalmente eccepito dalla controinteressata nella memoria depositata il 17 febbraio 20202, per proposizione oltre il relativo termine decorrente dalla conoscenza del gravato (parziale) diniego espresso, risultando agli atti di causa – nonché incontestato tra le parti – che il provvedimento con il quale l’Agenzia ha evaso l’istanza di accesso, esternando le motivazioni a sostegno del parziale rigetto (reso oggetto di contestazione da parte della ricorrente) sia stato notificato alla società ricorrente il 18 ottobre 2019 e invece la richiesta di accesso sia stata da quest’ultima formulata in sede di ricorso per motivi aggiunti solo il successivo 26 novembre 2019, quando il relativo termine era ormai irrimediabilmente spirato.

Ai sensi e per gli effetti dell’art. 116 c.p.a., “contro le determinazioni e contro il silenzio sulle istanze di accesso ai documenti amministrativi … il ricorso é proposto entro trenta giorni dalla conoscenza della determinazione impugnata o dalla formazione del silenzio, mediante notificazione all’amministrazione e ad almeno un controinteressato”.

La giurisprudenza amministrativa – nel premettere come l’actio ad exhibendum si connoti quale giudizio a struttura impugnatoria che consente alla tutela giurisdizionale dell’accesso di assicurare protezione all’interesse giuridicamente rilevante, coniugandola con l’esigenza di stabilità e certezza delle situazioni giuridiche e delle posizioni dei controinteressati – è, infatti, pressoché consolidata nel riconoscere, coerentemente con il carattere accelerato del giudizio, la “natura decadenziale” del relativo previsto termine di esercizio, vieppiù evidenziando come la mancata impugnazione del diniego espresso (così come del silenzio) entro tale termine non consenta nemmeno la riproposizione della medesima originaria istanza (a fronte della quale l’amministrazione ben potrà anche solo limitarsi a ribadire la propria precedente determinazione negativa, non potendosi immaginare, anche per ragioni di buon funzionamento dell’azione amministrativa, che essa sia tenuta indefinitamente a prendere in esame la medesima domanda che il privato intenda ripetutamente sottoporle senza addurre alcun elemento di novità), con la conseguenza che “la reiterabilità dell’istanza di accesso — con riveniente pretendibilità di riscontro alla stessa — trova espansione in presenza di fatti nuovi, sopravvenuti o meno, non rappresentati nell’originaria istanza” (in tal senso, da ultimo, T.A.R. Lombardia, Brescia, sez. I, n. 106/2019 ed i precedenti ivi richiamati).

Il Collegio non condivide, inoltre, l’argomentazione addotta da parte ricorrente a sostegno dell’asserita tempestività dell’azione, secondo cui essa solo in sede di effettivo accesso agli atti resi disponibili si sarebbe resa conto dell’insufficienza, ai propri fini, degli stessi.

Rileva, in senso opposto, come l’Agenzia con la gravata nota di parziale diniego espresso abbia espressamente negato l’accesso all’intera offerta tecnica dell’aggiudicataria Sisal (“busta B”) diffusamente argomentando in merito alle motivazioni poste a fondamento del diniego opposto, non solo in ragione di una “motivata opposizione (di Sisal) all’istanza di accesso”, bensì precisando che il progetto tecnico, il progetto organizzativo e gestionale ed il piano di investimento dovessero “intendersi esclusi dal diritto di accesso, in linea con l’art. 53, comma 5, lettera a) del decreto legislativo n. 50/2016 in quanto contenenti segreti industriali e commerciali, studi, analisi ed elaborazioni interne nonché informazioni finanziarie, patrimoniali e tecniche riguardanti sia le società partecipanti che quelle del gruppo cui esse eventualmente appartengono, la cui divulgazione a diretti concorrenti potrebbe arrecare pregiudizio agli interessi delle società stesse” e che l’istante “oltre a non avere motivato la propria richiesta di accesso alla documentazione di cui alla busta B … non ha nemmeno fornito elementi idonei a provare l’effettiva sussistenza di un interesse attuale e concreto ad accedere a tale documentazione ”, vieppiù richiamando relativa giurisprudenza a proprio sostegno.

Osserva, inoltre, il Collegio, ad ulteriore riprova della circostanza che la Lottomatica avesse immediatamente compreso la portata lesiva del diniego all’ostensione all’offerta tecnica della controinteressata, come essa già prima di conoscere, in sede di accesso, l’effettivo contenuto degli atti ostesi, con nota del 28 ottobre 2019, prot. n. LHSL-30-00087/19 (in atti), contestava tale diniego, dimostrando per l’effetto di averne percepito l’immediata lesività.

A ciò si aggiunga infine, come – a ben vedere – la ricorrente, sia in sede di motivi aggiunti che di successiva memoria di replica, in alcun modo abbia evidenziato quali siano gli ulteriori presunti profili di illegittimità che non sarebbero soddisfatti dagli atti di gara già resi disponibili e che, invece, potrebbero essere eventualmente supportati dall’accesso all’offerta tecnica della Sisal.

In conclusione, alla luce della argomentazioni fin qui svolte, l’istanza di accesso avanzata dalla Lottomatica deve essere dichiarata irricevibile in quanto tardivamente proposta, ferma restando la facoltà di questa Sezione di disporre d’ufficio, ove ne ravveda la necessità all’esito della trattazione nel merito del gravame, l’acquisizione della relativa documentazione in sede di eventuale istruttoria.