“E’ necessario che tutte le categorie professionali si occupino del tema. Almeno che lo conoscano e che quindi possano dare un contributo nella prevenzione e nella riabilitazione del giocatore d’azzardo… Non è possibile pensare che il giocatore deve avere un aiuto solo da un punto di vista sanitario ma deve avere a sua disposizione delle persone che abbiano varie competenze, tra le quali anche legali, che possano aiutarlo a 360 gradi e possano rimetterlo in piedi”.

Lo ha detto in un’intervista a In Terris l’avvocato Rita Tuccillo.

“La commistione fra criminalità organizzata e il gioco d’azzardo è un mix esplosivo. In questi casi può subentrare l’aiuto delle associazioni e delle fondazioni antiusura che cercano di dare una mano con dei finanziamenti, dei fondi che possono subentrare per aiutare i giocatori in maniera più facile. I dati sull’utilizzo di internet per i giochi online fra i giovani è inquietante, perché noi dimentichiamo, e lo dimenticano anche i giocatori, che il gioco è vietato ai minori di 18 anni. Quindi, se si scorrono queste statistiche, ci si rende conto del paradosso della diffusione dei giochi online fra i minori ai quali, in teoria, dovrebbe esservi interdetto l’accesso. Al tempo stesso, dovrebbe essere sanzionato il concessionario che consente al minore di giocare d’azzardo. Invece sulle sanzioni siamo ancora molto indietro”.

“La patologia in generale, come la tossicodipendenza – ha concluso l’avvocato Tuccillo -, può portare dal punto di vista civilistico a delle pronunce che vanno a limitare la capacità di agire dei tossici. Sono degli strumenti come l’interdizione, l’inabilitazione e l’amministrazione di sostegno, che hanno la funzione di tutelare una persona che si trova in condizione di particolare difficoltà. Strumenti molto utili anche per i giocatori d’azzardo perché, attraverso l’utilizzo di uno di essi – per i giocatori ritengo molto utile l’amministrazione di sostegno -, si riesce a limitare l’utilizzo del denaro. Si prevede l’intervento di un giudice e poi si nomina un amministratore di sostegno che aiuta anche nella gestione economica e patrimoniale la persona che ne ha bisogno. E anche questa figura è piuttosto sconosciuta, specie dalle aziende sanitarie che potrebbero loro stesse fare richiesta quando ci sono dei presupposti che fanno immaginare la necessità di questo tipo di tutele. Sono strumenti utilissimi che non sono però molto utilizzati perché non molto conosciuti nemmeno da chi ha il primo contatto con queste persone”.