“Lo sportello è aperto da gennaio, diamo sostegno a circa 15 persone con problemi di gioco e familiari che vengono a chiedere informazioni per dei conoscenti”. E’ quanto hanno dichiarato gli psicologi dallo sportello ESC di Ravenna, Cervia e Russi.

“Durante il periodo del lockdown dove il gioco fisico era impedito l’online è leggermente incrementato. Questo è più pericoloso per tre elementi specifici: non tocchiamo mai i soldi, possiamo giocare 24 ore su 24 e nessuno ci vede. Inoltre è più accessibile ai minorenni. Non tutti coloro che giocavano con i giochi fisici sono passati all’online. I dati ci dicono che sono pochi, molte persone hanno semplicemente smesso di giocare. Questo ha dimostrato che con meno possibilità di gioco si gioca meno”.

Allo stesso tempo – aggiungiamo noi – questo aspetto dimostra che probabilmente non esistono realmente tante persone così schiave del gioco da non poterne fare a meno. Il numero dei giocatori patologici, come confermato anche dai dati dell’Istituto Superiore di Sanità, è piuttosto esiguo.

“Dal momento in cui sono riaperti i giochi fisici – proseguono gli psicologi – abbiamo visto che c’è stato un grande aumento di richieste di aiuto. Il clima di incertezza ha favorito le ricadute”.