Venerdì 19 novembre alle ore 17.30 si svolgerà, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, l’incontro pubblico di premiazione della quinta edizione, 2021, del Premio Gaetano Cozzi per saggi di storia del gioco, assegnato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche nell’ambito delle attività di ricerca, documentazione ed edizione dedicate alla storia del gioco, del tempo libero, della festa, dello sport e, in generale, alla ludicità dal mondo antico alla seconda guerra mondiale.

Quest’anno i premi, di 3.000 euro ciascuno, saranno attribuiti ad Antonia Schorer, per il suo lavoro Historical Foundation of Game-Based Learning. Review of the prevailing game and learning theories of the early 20th century, una ricerca sui fondamenti storici dell’apprendimento basato sul gioco, con una rassegna delle relative principali teorie sviluppate nel primo Novecento, e ad Alessia Zubani per Truth or Dare? Ludic automata in the Medieval Islamic courts, saggio incentrato sugli automi ludici nelle corti islamiche in età medievale, meccanismi complessi per divertire e meravigliare i cortigiani, ma allo stesso tempo “giochi” di corte con scopi politici e ideologici, perché funzionali all’esibizione e al consolidamento del carisma del sovrano. I due saggi sono attualmente in corso di pubblicazione nel ventisettesimo volume della rivista «Ludica. Annali di storia e civiltà del gioco», curata e pubblicata dalla Fondazione Benetton, che esce in coedizione con Viella. Parteciperà all’incontro anche Valerio Zanetti, che ha ricevuto una “menzione speciale” da parte della Commissione del Premio, per il suo saggio The Sportswoman’s Paradox. Female athleticism in Girolamo Mercuriale’s De arte gymnastica”, che analizza il tema dell’atletismo femminile nell’opera di Girolamo Mercuriale (1530-1606).

Nell’incontro in programma, Antonia Schorer (Friedrich-Alexander University Erlangen-Nuremberg), Alessia Zubani (Università di Bologna) e Valerio Zanetti (Università di Cambridge) illustreranno le loro ricerche, discutendone con Gherardo Ortalli (direttore di «Ludica» e presidente della Commissione del Premio), Alessandro Arcangeli (Università di Verona), Alessandra Rizzi (Università Ca’ Foscari Venezia), e Manfred Zollinger (Wirtschaftsuniversität di Vienna), membri della Commissione del Premio Gaetano Cozzi e del Comitato scientifico di «Ludica». Coordina l’incontro Patrizia Boschiero, responsabile delle edizioni della Fondazione.

Il Premio, avviato nel 2016, è intitolato alla memoria del professor Gaetano Cozzi (1922-2001) che, fin dalla nascita della Fondazione, ha promosso uno speciale interesse per la ricerca da parte di giovani studiosi nel campo della storia del gioco. Dal 2001 al 2015 erano state a lui intitolate le “Borse di studio Gaetano Cozzi per tesi di laurea sulla storia del gioco”, precedentemente dedicate, dal 1988 al 2000, alla memoria di Stefano Benetton (1967-1985).

La Commissione giudicatrice (che coincide con il Comitato scientifico della rivista «Ludica») è attualmente composta da:

Alessandro Arcangeli (Università di Verona), Maurice Aymard (École des Hautes Études en Sciences Sociales, Parigi), Piero Del Negro (Università di Padova), Thierry Depaulis (The International Playing-Card Society), John McClelland (University of Toronto), Gherardo Ortalli (Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia), Alessandra Rizzi (Università Ca’ Foscari Venezia), Bernd Roeck (Universität Zürich), Laurent Turcot (Université du Québec à Trois-Rivières), Manfred Zollinger (Wirtschaftsuniversität Wien).

Si ricorda che è aperto il bando della sesta edizione, 2022, del Premio.

Gli elaborati dovranno pervenire in formato elettronico (word e pdf), e secondo i termini indicati nel bando, all’indirizzo ludica@fbsr.it, entro e non oltre il 15 marzo 2022. Il Premio è internazionale e ammessi lavori scritti in francese, inglese, italiano, spagnolo o tedesco.

Per maggiori informazioni: Fondazione Benetton, T 0422 5121, ludica@fbsr.it, www.fbsr.it

Treviso, auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso.

Ingresso libero. Per l’accesso è necessario esibire il Green Pass.

L’incontro sarà anche trasmesso in streaming nel sito www.fbsr.it

Sintesi delle motivazioni dei due premi, a cura della Commissione

Antonia Schorer

Historical foundation of Game-based Learning. Review of the prevailing game and learning theoriesof the early 20th century

Antonia Schorer afferisce alla Friedrich-Alexander-Universität di Erlangen-Norimberga e le sue ricerche mirano a collegare l’apprendimento e il gioco, avvicinando le teorie sul gioco a quelle sulla didattica. Si tratta di una linea di ricerca dalle solide basi proposte dall’emergere delle più aggiornate teorie dei giochi. È una storia che parte dai lontani approcci alla teoria dei giochi (Freud 1920, Piaget 1932, Mead 1934, Huizinga 1938) e insieme alla teoria dell’apprendimento, ancora oggi attuali nel dibattito scientifico. […]

Schorer analizza in primo luogo il contatto, l’approccio psicologico dei giochi educativi in ambito pedagogico, poi i metodi psicanalitici nell’interpretazione dei giochi stessi. Potrebbe apparire paradossale combinare le due realtà dell’“imparare” e del “giocare” in un sistema unitario, ma l’esame di quel rapporto gioco/educazione non è affatto nuovo e torniamo al già ricordato inizio del XX secolo col crescere dell’interesse di studio per l’apprendimento.

Certamente conviene non dimenticare l’antica empiria di quei “giochi educativi” che accompagnano dalle origini la storia dell’umanità, ma oggi si tratta di cogliere il salto culturale maturato appunto dagli anni trenta del Novecento.

Il saggio di Antonia Schorer ci riconferma come nei nostri panorami educativi, quei fondamenti teorici che partivano da Piaget, Huizinga, Freud continuino a reggere, ribadendo il rilievo dei “giochi seri” e insieme dell’apprendimento basato sui giochi. Si conferma nel contempo il valore degli sviluppi nel campo della ricerca sui giochi. […]

Sono premesse destinate a spianare la strada all’uso ragionato ed efficace dei giochi “seri” e, insieme, all’apprendimento “serio” basato sui giochi. Per arricchire il processo di studio e di conoscenze nell’educazione formale (così come in contesti informali) con le potenzialità del sistema ludico, è necessario dunque essere consapevoli degli sviluppi in atto nei campi tanto della ricerca sui giochi “seri”, quanto della pedagogia.

Coglierne le interconnessioni diventa un valore aggiunto per entrambi quei settori. In questa prospettiva si intende l’importanza di studi come questo anche per un periodico come «Ludica. Annali di storia e civiltà del gioco».

Alessia Zubani

Truth or Dare? Ludic Automata in the Medieval Islamic Courts

Il saggio di Alessia Zubani getta nuova luce sui dispositivi meccanici attestati presso l’aristocrazia islamica; in particolare l’attenzione è ai dispositivi per bere («devices suitable for the drinking sessions»). […]

Il contributo, con un’analisi attenta e serrata, indaga all’interno di alcune corti islamiche medievali […] fra IX e XIII secolo. Si apprende allora che, nei diversi contesti esaminati, gli incontri conviviali, molto in voga e apprezzati, potevano trasformarsi in altrettante occasioni ludiche grazie all’introduzione di dispositivi per la distribuzione del vino agli ospiti; un uso di automi ‒ e qui il lavoro assume particolare interesse ‒ autorizzato e talora promosso dagli stessi califfi e governatori islamici.

L’autrice descrive con sapiente cura meccanismi complessi, attingendo ai resoconti lasciati dagli ingegneri su commissione dei loro sovrani, per i quali li idearono e costruirono. Erano dispositivi raffinati e costosi, dalle fogge, nel tempo, sempre più varie, che riprendevano tecnicamente, fra l’altro, un analogo filone di “meccanismi” di tradizione greca; si trattava, essenzialmente, di vasi truccati, il cui scopo immediato era divertire e impressionare i cortigiani con artifici e illusioni; e, ancora, suscitare meraviglia per la magnificenza e munificenza delle élite che potevano permetterseli.

Ma proprio indagando nei loro funzionamenti complessi e artificiosi, l’autrice ne rileva lo scopo politico e ideologico più profondo: persuadere il pubblico presente del potere sovrano, spingendosi anche a manipolare la percezione dei convenuti. Meccanismi, dunque, fantastici non privi di valenza estetica, ma funzionali anche all’esibizione e al consolidamento del carisma e del potere del signore. L’automa ludico diventava allora, in un contesto festivo, un “estensore” della volontà e del potere sovrano; un abile e raffinato “gioco” di corte, per nulla innocente, che aveva lo scopo di esercitare il controllo sui sudditi il più delle volte ignari.

Truth or Dare? Ludic Automata in the Medieval Islamic Courts, avvalendosi di testimonianze di non facile accesso, affronta con particolare acume interpretativo e chiarezza espositiva la relazione fra strumento ludico, gioco e potere, avvicinando gli studi di settore a un mondo ancora poco esplorato.

Ludica. Annali di storia e civiltà del gioco

diretta da Gherardo Ortalli

La rivista, pubblicata dal 1995 dalle edizioni della Fondazione Benetton Studi Ricerche (in collaborazione con l’editore Viella), vuol essere un contributo alla riflessione su caratteri e valori assunti dalle “cose del gioco” nel corso dei secoli. Affrontando quella dimensione ludica spesso trascurata dalla storiografia ma componente essenziale della vicenda umana, «Ludica» raccoglie interventi di carattere vario per natura, contenuti, ma soprattutto per le molteplici ottiche d’osservazione, all’intersezione tra campi diversi della ricerca, con attenzione particolare ai contesti storici, culturali e sociali.

Anche la scelta di una lunga durata (dal mondo antico al pieno secolo XX) vuole colmare una tradizionale lacuna nel campo della riflessione sulla storia del gioco, specialmente rivolta all’indagine dei ludi classici o degli sport contemporanei. I contributi vengono di norma pubblicati in lingua originale, accompagnati da riassunti in tre lingue, così da rispondere alle esigenze del panorama internazionale degli studi, offrendo un’opportunità di relazioni e di scambi.

Collana Ludica

diretta da Gherardo Ortalli e Alessandra Rizzi

Oltre alla rivista «Ludica», la Fondazione pubblica l’omonima collana “Ludica” che dà spazio a contributi di particolare ampiezza, significato e densità nel campo della storia del gioco, del tempo libero, della festa; contributi che nascono per lo più dai risultati di ricerche e convegni direttamente promossi e coordinati dalla Fondazione.

L’obiettivo è l’indagine sul ruolo della ludicità nei diversi contesti, partendo dal presupposto che la componente “gioco” è insopprimibile nella vicenda storica e riemerge persino nelle congiunture più difficili e impreviste. Nel recupero della complessità e dell’articolazione dell’universo ludico si vuole riservare speciale attenzione a quel passato – fino alla prima metà del secolo XX – che ne sperimentò forme diverse e, nel contempo, pose le basi della moderna “civiltà del gioco”.

Tra i titoli più recenti: Matteo Sartori, Il gioco e la novellistica fra Tre e Quattrocento, in uscita a fine novembre; Nicola Sbetti, Giochi diplomatici. Sport e politica estera nell’Italia del secondo dopoguerra; Giocare tra medioevo ed età moderna. Modelli etici ed estetici per l’Europa, a cura di Francesca Aceto e Francesco Lucioli; Lotterie, lotto, slot machines. L’azzardo del sorteggio: storia dei giochi di fortuna, a cura di Gherardo Ortalli (edizione bilingue italiano/inglese); Giovanni Assereto, Un giuoco così utile ai pubblici introiti. Il lotto di Genova dal XVI al XVIII secolo; Statuta de ludo. Le leggi sul gioco nell’Italia di comune (secoli XIII-XVI), a cura di Alessandra Rizzi (edizione bilingue italiano/inglese).