“La prima volta che abbiamo affrontato la questione dell’egaming è stato nel 2005 a Montreal. Sono felice di essere qui con altri sei paesi che hanno partecipato a questo progetto. Mi occupo del gioco d’azzardo online da 11 anni. Ci troviamo di fronte ad un conflitto di interesse tra la profittabilità finanziaria e i problemi dei giocatori”. E’ quanto premette Ingo Fiedler, economista dell’Università di Amburgo,  oggi a Roma per presentare uno studio transazionale sul gioco d’azzardo. “Gli operatori parlano di prevenzione, ma in realtà vogliono giocatori che spendono tanti soldi. Si tratta di business. Se vogliamo avere prevenzione dobbiamo considerare che molto del mercato sparirà. Io, da economista, posso parlare liberamente. In Germania le lotterie online sono gestite dallo Stato e sono consentite, le scommesse sui cavalli sono consentite. In Germania ci sono grandi discussioni sul tema, ci siamo interessati ai regolamenti degli altri Paesi. Per quel che riguarda l’online nel nostro Paese esiste una sorta di divieto, mentre in UK c’è libero mercato, in Italia, Spagna e Danimarca un sistema di licenze, in Francia un sistema di licenze restrittivo e in Finlandia e Norvegia il Monopolio di Stato. Abbiamo fatto una comparazione tra le varie regolamentazioni. Quali sono gli obiettivi della regolamentazione? Ovviamente sono diversi da Paese a Paese. Abbiamo fatto studi su slot machine e gioco responsabile in Germania, abbiamo cercato di capire cosa facevano gli operatori, oltre a rispettare gli obblighi di legge. Solo l’1% dei giocatori è stato avvicinato per essere scoraggiato al gioco. E’ importante quindi distinguere tra le attività preventive che vengono messe su carta e quelle che vengono poi effettivamente attuate. Per il futuro del mercato tedesco dobbiamo tenere in considerazione quanto fatto dai nostri paesi europei limitrofi. Gli obiettivi di una regolamentazione sono semplici: avere un mercato libero, senza interferire con i giocatori d’azzardo. L’aspetto fiscale, con la raccolta delle tasse, la protezione dei giocatori e la prevenzione e infine l’ordine pubblico, con la lotta al crimine”. “Sulla pubblicità ci sono restrizioni in ogni Paese analizzato, in Danimarca sul contenuto e sul fatto che nessun adolescente deve essere oggetto della pubblicità. In Finlandia su contenuto e sull’audience (i giovani), stessa cosa in Norvegia, dove ci sono solo 4 televisioni che possono fare la pubblicità. In Francia ci sono restrizioni molto forti su contenuti e audience target. In Germania non c’è la possibilità di avere il gambling online ma non c’è nessuna legge contro la pubblicità. In Spagna ci sono le licenze ma anche speciali restrizioni soprattutto nei confronti della comunicazione indirizzata ai giovani. Anche in Gran Bretagna restrizioni per quanto riguarda contenuti e target (giovani). Per ogni Paese l’informazione, la trasparenza e le avvertenze sono necessarie, qualsiasi sia il sistema di gestione. Sono previste restrizioni pubblicitarie, campagne di prevenzione, verifica dell’identità, sistemi di limitazione e auto-limitazione, sistemi di esclusione e auto-esclusione, riduzione della velocità di gioco, tracciatura in tempo reale del giocatore per interventi automatizzati. Per quanto riguarda il lavoro delle forze dell’ordine ci possono essere investigazioni, blocco dell’ip, blocco dei pagamenti, restrizioni pubblicitarie. Esistono comunque molte limitazioni alle attività di polizia” spiega Fiedler.