Disturbi visivi e del sonno, sbalzi d’umore, obesità, condotte delinquenziali, ansia, depressione e comportamenti eccessivi. Sono alcune delle conseguenze del gioco d’azzardo sulla salute di adolescenti e ragazzi tra i 15 e i 19 anni, che troppo spesso “non riconoscono il problema come patologico”.

Dopo “un aumento di questo fenomeno negli anni passati, i numeri sono oggi in riduzione”, afferma alla Dire (www.dire.it) Pietro Ferrara, presidente della Società italiana di pediatria (Sip) sezione Lazio a margine dell’apertura del primo congresso regionale congiunto di pediatria. “Circa il 5-6% della popolazione dei ragazzi – spiega – e il 13% di quelli intervistati in una recente ricerca ha giocato almeno una volta nell’ultimo mese”.

Dati che devono far riflettere nell’ottica di una prevenzione del gioco patologico da realizzare “dentro e fuori le scuole. Non si possono vedere videogiochi o sale slot vicino agli istituti scolastici dove ci sono minori”, denuncia Ferrara.