Due giorni di discussione davanti al Giudice dell’Udienza preliminare, 17 imputati e accuse di falso, abuso, d’ufficio, corruzione e falso in bilancio, per condotte che sarebbero state commesse nell’esercizio delle loro mansioni a Campione d’Italia. Ipotesi complesse e articolate, sfociate ieri pomeriggio in una sentenza altrettanto composita, che ha dichiarato il non luogo a procedere, o l’insussistenza di circa metà delle accuse. Complice, in parte, la riforma dell’abuso d’ufficio, intervenuta dopo la richiesta di rinvio a giudizio, che ha azzerato una buona parte delle imputazioni. Ad aprile del prossimo anno ci saranno delle nuove chiamate a processo dibattimentale.

Il caso riguardava il dissesto da 61 milioni di franchi nelle casse del Comune di Campione d’Italia, causato da una serie di irregolarità nel rapporto con il Casinò, portato al fallimento nel 2018 con 130 milioni di euro di debiti e lasciando a casa 500 dipendenti. E’ quanto si legge sul Corriere del Ticino.

«Come campionese sono molto contento di questa sentenza» ha spiegato al CdT il sindaco di Campione Roberto Canesi. «È la dimostrazione che Campione d’Italia non è il paese della Banda Bassotti che era stato presentato».