La Guardia di finanza di Como ha notificato a 19 indagati l’avviso di chiusura delle indagini iniziate nel 2017 relative al fallimento del casino’ di Campione d’Italia. Gli indagati sono 18 persone e la societa’ Casino’ di Campione Spa. I reati contestati coprono il periodo che va dal 2013 al 2018 e riguardano la gestione del Comune di Campione d’Italia (del quale e’ stato dichiarato il dissesto il 7 giugno 2018) e la gestione del Casino’ – coinvolto per responsabilità amministrativa di società per reati commessi da propri dipendenti – fallito dopo la dichiarazione del dissesto del Comune (suo unico azionista) nel luglio del 2018 con sentenza del tribunale di Como, successivamente annullata dalla Corte di appello di Milano.

Tra i principali reati contestati abuso in atti d’ufficio, falsità ideologica in atti pubblici, falso in bilancio e scambio di favori. I fatti vanno dal 2013 al 2018 e riguardano la rinuncia da parte dell’amministrazione comunale a riscuotere i proventi della casa da gioco, nonché la modifica della convenzione fra Comune e Casinò. Secondo la procura, rinunciando ai ricavi della casa da gioco, per salvarla dal fallimento, il Comune di Campione avrebbe velocizzato il dissesto finanziario.

“Quanto alla gestione del Comune di Campione d’Italia, con riferimento a due distinte amministrazioni comunali, si contestano la rinuncia a crediti liquidi, certi ed esigibili vantati dal Comune di Campione d’Italia nei confronti della casa da gioco; la modifica, svantaggiosa per il Comune di Campione d’Italia, della convenzione siglata in data 29 dicembre 2014 tra il Comune di Campione d’Italia e la società di gestione; l’ulteriore aggravamento del dissesto del Comune facendo ricorso ad anticipi di tesoreria. Per tutti gli indagati vale la presunzione d’innocenza” si legge in una nota stampa.