Per lunghe settimane, a causa della pandemia, la fruizione del gioco pubblico si è ridotta all’acquisto dei Gratta e Vinci. L’unico segmento che non ha risentito dei provvedimenti restrittivi è quello del gioco on line, anche se il comparto scommesse sportive, che ne rappresenta parte consistente, a sua volta ha patito lo stop delle discipline e dei campionati più seguiti, anche essi sospesi a causa della pandemia.

Secondo i dati consolidati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, i volumi di gioco, nel 2018, hanno sfiorato i 107 miliardi di euro. Le giocate attraverso le Videolottery si sono attestate intorno ai 24,5 miliardi, quasi appaiate da quelle degli apparecchi AWP (24,06 miliardi). Le lotterie hanno superato i 9 miliardi e il Lotto gli 8 miliardi. I volumi del “gioco a distanza”, ovvero quello che si esercita attraverso il Web, hanno raggiunto i 31,439 miliardi, con una progressione che in un biennio li ha visti lievitare del 50%. Le condizioni che si sono create a partire dallo scorso marzo stanno già segnalando una ulteriore conquista di spazio del gioco on line, che si sta avvantaggiando della sostanziale “chiusura per Covid-19” delle offerte di gioco fisico.

I giocatori del Bingo, sempre nel 2018, hanno acquistato cartelle per 1.647 milioni di euro, di cui 1.519 milioni nel “Bingo di Sala”, e il valore residuo attraverso il “Bingo a distanza” (la ricerca Eurispes si occupa esclusivamente del gioco del Bingo cosiddetto “fisico”, praticato nelle Sale Bingo). La dimensione di nicchia occupata da questa tipologia di offerta è confermata dal fatto di rappresentare solo l’1,5% dei volumi complessivi di giocate del gioco pubblico.

L’Osservatorio Giochi, Legalità e Patologie dell’Eurispes – impegnato nell’analisi dei trend e delle problematiche del gioco nel nostro Paese – che ha realizzato diverse ricerche territoriali (Puglia, Piemonte, Lazio) e nazionali, ha ritenuto utile studiare le caratteristiche del Bingo, poiché esse identificano un’offerta consona alla dimensione dell’intrattenimento, assicurano i maggiori livelli di sicurezza, determinano un pieno controllo del divieto di accesso ai minori, e generano minimi rischi di derive problematiche e patologiche nei giocatori, tutti aspetti poco noti o sottovalutati, specie dai decisori. Questi elementi configurano un quadro rassicurante all’interno del quale la dimensione di socializzazione mantiene uno spazio evidente, determinato dalla compresenza di molti giocatori, dal rapporto “fisico” con gli addetti alla gestione del gioco in Sala, dal limitato ruolo “strumentale” della tecnologia utilizzata per le estrazioni, dalla collocazione in spazi adeguati e salubri i cui standard assicurano una permanenza gradevole, arricchita dall’offerta di servizi collaterali di qualità, come la ristorazione. Inoltre, la Sala Bingo distribuisce altre tipologie di gioco pubblico, garantendo lo stesso elevato standard di sicurezza: da qui la definizione comunemente utilizzata di “Gaming Hall”.

L’organizzazione del Bingo assorbe tra gli 8.000 e i 10.000 addetti (una media intorno a 50 lavoratori per ognuna delle 203 Sale attive al 31 dicembre 2018), di cui circa il 60% donne generando, inoltre, un forte indotto. In relazione ai volumi complessivi del gioco pubblico e ai suoi riflessi occupazionali, il Bingo si caratterizza dunque per un assorbimento di forza lavoro significativamente più elevato rispetto alle altre tipologie di offerta.

Il prodotto intorno al quale, a partire dal 2001, sono state concepite e realizzate le Sale Bingo – ognuna delle quali è oggetto di una specifica concessione rilasciata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – rappresenta l’evoluzione della tradizionale Tombola: un gioco ad estrazione casuale di numeri da 1 a 90, nel quale il montepremi è direttamente proporzionale alle cartelle vendute in ogni sessione. Il gioco è realizzato, quindi, da una pluralità di persone in grandi spazi, in grado di accoglierne contemporaneamente fino a molte centinaia.

L’estrazione di ciascun numero avviene attraverso un macchinario elettro-pneumatico completamente automatico che “risucchia” una pallina numerata la quale viene immediatamente mostrata attraverso un impianto televisivo a circuito chiuso su numerosi monitor, distribuiti in modo tale da assicurarne la perfetta visibilità a tutti i presenti. Inoltre, un “locutore automatico” (un PC) è in grado di leggere il numero della pallina estratta ed annunciarlo in Sala attraverso una telecamera installata all’interno dell’urna estrattrice. Il giocatore che annulla per primo cinque numeri riportati su una stessa riga della propria cartella, vince il premio della Cinquina, mentre il giocatore che annulla per primo i quindici numeri della cartella, vince il premio del Bingo.

Le cartelle per ogni singola giocata sono vendute dal personale specializzato che incassa, contestualmente, il loro valore. Le cartelle hanno un costo variabile che viene stabilito prima delle singole estrazioni: i tagli delle cartelle sono rispettivamente da 0,50 euro, 1 euro, 1,5 euro, 2 euro e 3 euro. Il taglio da 0,50 euro impone l’acquisto minimo di 6 cartelle, mentre il taglio da 2 euro permette l’acquisto di 3 cartelle (3 cartelle = 2 euro). Nelle partite esistono premi speciali (Bingo Oro, Bingo Argento e Bingo Bronzo) abbinabili con qualsiasi taglio di prezzo e che vengono assegnati a chi le completa entro un determinato numero di estrazioni.

Il montepremi di ogni sessione di gioco compare automaticamente prima del suo inizio; vi sono diverse opzioni per la distribuzione del payout. L’opzione più comune vede come importi variabili i valori della cinquina (che generalmente incassa il 7%); il Bingo è premiato con il 51%; il Bingo One con il 4%; il Bingo Happy con il 2%; mentre il 6% è destinato ai premi speciali. La quota residua fissa del 30% è riservata al prelievo erariale unico (11%), al canone concessorio dell’ADM (1%) ed al margine lordo del Concessionario (18%). Il pagamento del premio è effettuato immediatamente al vincitore che annuncia, a voce alta, di aver realizzato la Cinquina o il Bingo.

La normativa antiriciclaggio prevede determinati adempimenti per le vincite pari o superiori a 2.000 euro (obbligo di identificazione), con il limite di 2.999,99 euro per il pagamento in contanti, mentre per le vincite superiori sono sempre utilizzati mezzi di pagamento tracciabili. Ogni singola sessione di gioco avviene in collegamento diretto attraverso la rete pubblica di Sogei Spa (Società di Information and Communication Technology del Ministero dell’Economia e delle Finanze), in qualità di partner tecnologico dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli che, per conto del MEF, sovraintende alla correttezza e al regolare svolgimento di questa come delle altre tipologie di gioco pubblico.