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(Jamma) L’Aula della Camera ha respinto oggi un emendamento presentato dall’onorevole Crippa in materia di regolamentazione sul gioco d’azzardo. “Noi abbiamo presentato un emendamento che aveva lo scopo di dare maggiore potere ai sindaci per tutelare la sicurezza dei cittadini, e soprattutto dei minori, rispetto anche al gioco d’azzardo, oltre alle altre fattispecie che sono in questo decreto-legge. Che il gioco d’azzardo legale sia direttamente legato alla criminalità organizzata, macro e microcriminalità, è sotto gli occhi di tutti; che sia una piaga sociale, che causi 1 milione di malati in Italia, quindi che sia un problema per la salute dei cittadini, è sotto gli occhi di tutti. Ora ci dite che la Commissione accoglie le nostre istanze e propone un emendamento, che come abbiamo sentito viene ritirato perché arriva nottetempo un parere della Commissione bilancio: probabilmente allertata da sottosegretario Baretta che si sarà sentito non tanto tranquillo, avrà percepito che c’era questo emendamento in arrivo che stava andando a compromettere i suoi «magheggi», relativi appunto al suo continuo tentativo di limitare l’azione che comuni e regioni stanno facendo per limitare il disastro dell’azzardo sul territorio” ha detto in Aula Matteo Mantero, M5S. “Perché di fronte a Governi che in maniera costante e continuativa continuano ad aumentare la presenza dell’azzardo e di punti gioco sul territorio… E ne è la dimostrazione il fatto che quest’anno il raccolto dell’azzardo è cresciuto di 8 miliardi di euro, e che quindi le cosiddette manovre che sono state fatte per limitare, ad esempio il divieto parziale di pubblicità, non servono a un bel nulla. Di fronte a questo i comuni e le regioni si difendono facendo leggi e regolamenti. È da più di un anno che il sottosegretario Baretta tenta in qualsiasi modo di azzerare i regolamenti dei comuni, le ordinanze che difendono i cittadini dalla piaga del gioco d’azzardo.
Ora, se mi potete consentire una citazione fantozziana, questo parere della Commissione bilancio è, al pari della corazzata Potëmkin, una cagata pazzesca” ha proseguito “Allora, intanto si dice che questa sia una esclusiva attribuzione dello Stato, quando ci sono sentenze della Corte costituzionale. Le recito, perché magari così nella Commissione bilancio se le appuntano un attimo, e la prossima volta prima di sparare sciocchezze si informano: la n. 220 del 2014 e la n. 300 del 2011, che dicono che i sindaci hanno titolo, hanno mandato, per tutelare la salute pubblica e l’ordine pubblico, di emanare ordinanze restrittive degli orari e restrittive delle distanze di apertura di sale gioco e di punti scommesse e quant’altro, per tutelare la salute dei cittadini, perché il dovere del sindaco di tutelare la salute dei cittadini – questo dicono le sentenze – è preponderante rispetto al diritto della libera impresa.   Ancora, in questo parere ci dite che in realtà tutto questo è un mandato dello Stato, e che le sale gioco sono… Precisamente, sale scommesse, sale bingo, sale in cui sono presenti apparecchi di divertimento ed intrattenimento, sono soggette alla licenza ex articolo 88 del TUEL delle licenze di pubblica Pag. 69sicurezza. Anche questo è un errore grossolano, perché le uniche sale che hanno bisogno delle licenze di pubblica sicurezza sono le sale con videolottery, quindi le singole slot e tutti gli altri apparecchi sono assolutamente liberi e la questura non dà nessuna licenza.Purtroppo non riesco ad andare avanti a spiegare quali sono tutte le sciocchezze, perché il tempo mi manca. Ci dite che non possiamo fare… Questo è il parere della Commissione bilancio, che non vedo cosa c’entri peraltro col bilancio, il fatto che non possiamo andare a normare in questo momento il gioco d’azzardo perché è in corso la Conferenza Stato-regioni. La Conferenza Stato-regioni è in corso ormai in maniera continuativa; è più di un anno che se il sottosegretario Baretta cerca di imporre il suo punto di vista a comuni e a regioni, e comuni e regioni gli continuano a dire di no. Ora, nelle more che il sottosegretario Baretta riesca in qualche modo a costringere i comuni e le regioni a fare quello che vuole lui, noi lasciamo che ci sia il Far West, perché in questo momento la Commissione bilancio non ritiene opportuno andare avanti” ha concluso.

“Presidente, da un lato sono contento che il relatore di minoranza della Lega abbia dato parere favorevole. Segnalo che la maggior parte dei ricorsi contro le ordinanze nella regione Piemonte sono fatte da un certo avvocato Cota, nonché esponente leghista: quindi forse magari cercate di mettervi d’accordo tra il dire e il fare perché noi ci ritroviamo con numerosi comuni che hanno legiferato in materia oggetto di ricorsi al TAR sostenuti dall’avvocato Cota” ha dichiarato Davide Crippa, firmatario dell’emendamento “Altro aspetto interessante è la presa in giro cui noi assistiamo all’interno di quest’Aula, dove abbiamo i relatori che si interessano della questione, la portano avanti fino alla fine, si fermano e dicono: no, non possiamo più andare avantiperché il MEF ci ha vietato di parlare delle questioni riferite al gioco d’azzardo. Vogliamo considerare il gioco d’azzardo una possibilità per i sindaci di andare a legiferare, limitando l’insorgere di patologie, e quindi legato ad una questione di sicurezza ? Sì o no ? La risposta del Partito Democratico è «no»”. “E’ una notizia di oggi che, mentre la pubblicità cresce in generale dell’1,7 per cento, la pubblicità sul gioco d’azzardo è cresciuta del 40 per cento e che l’investimento è passato dei 51 milioni di euro dell’anno scorso ai 71 milioni di quest’anno” ha detto nel corso del dibattito la deputata Paola Binetti. “Sono dati probabilmente puramente asettici, ma sono dati che dimostrano l’investimento forte che concessionari, gestori, eccetera, stanno facendo nel gioco d’azzardo, che sappiamo perfettamente occupare le periferie della città, attrarre soprattutto fasce deboli,non poche volte si tratta di pensionati, non poche volte si tratta di persone che in qualche modo vanno incontro a raggiri, a volte a violenza, addirittura nelle loro case. Noi stiamo parlando di sicurezza, oggi, e noi interveniamo su uno dei fattori principali di insicurezza nelle periferie delle nostre città. Tutto questo perché il gioco d’azzardo ha una sfaccettatura molto particolare: da un lato, costituisce introito positivo nelle casse dello Stato, e sembra che il Governo a questo introito non intenda rinunciarci a nessun motivo, costi quello che costi; dall’altro, parliamo di sicurezza ma non sappiamo che cosa fare laddove l’insicurezza la fa da padrona. Io mi chiedo se veramente possiamo tollerare ulteriormente, in una legislatura che in qualche modo volge al termine, che si corra e si prema l’acceleratore su tanti disegni di legge, su tante proposte e se ne ignorino altre che, dall’inizio di questa legislatura, proponevano di fare chiarezza su questo tema, proponevano un «no» deciso alla pubblicità e, in qualche modo, proponevano misure di tutele reali nei confronti dei cittadini”. “Anche sulla scorta di quanto appena ascoltato, troviamo la posizione della maggioranza, ma soprattutto quella del Governo, veramente molto, molto triste. Ciò perché, lo sappiamo tutti, dopo una sorta – in questo caso era proprio una sorta – di accantonamento per andare a studiare meglio quello che di fatto molto, molto spesso, anche la maggioranza, nelle Commissioni deputate competenti, ci era venuta a dire e, arrivati a questo punto, vi tirate – non ci tiriamo, ma vi tirate – indietro” ha detto Walter Rizzetto.
Allora il gruppo Fratelli d’Italia concepisce che in un provvedimento di questo tipo, ovvero sul tema della sicurezza questo è un tema che dovrebbe esserci di diritto, perché non mi serve ripetere quanto appena ascoltato anche dai colleghi rispetto al legame molto, molto stretto – tra l’altro anche con la criminalità – che le macchinette ed il gioco d’azzardo di fatto hanno. Non serve andare nelle periferie delle città, anche nei centri delle città ci sono ancora le slot machine, e vediamo tutti i giorni giovani e meno giovani, pensionati e disoccupati che, tanto per essere chiari, una volta terminati i propri denari, applicano di fatto anche una violenza in seno alla propria famiglia, per poter recuperare i soldi. Questa cosa si chiama GAP, che è un acronimo che sta a significare «gioco d’azzardo patologico».

Vorrei che il Governo facesse una riflessione seria su questa cosa, perché al netto del fatto che è chiaro a tutti che il Governo non vuole rinunciare a questo introito – vi arrivano valanghe di soldi, purtroppo, rispetto a questo dramma –, allora facciamo un ragionamento: quanto costa la sanità postuma per cercare di curare i cosiddetti effetti da gioco d’azzardo patologico ? Quanto costa ? Quanto arriva nelle casse dello Stato in termini di introito ? Pesiamo le due cose. Dopodiché – noi abbiamo presentato una proposta di legge che vada a combattere il cosiddetto gioco d’azzardo patologico –, qualche collega che con me era nella Commissione deputata e competente rispetto a questo tema ricorderà perfettamente che il Governo aveva detto a tutti che avrebbe accettato buona parte degli articolati delle proposte di legge presentate anche dalle opposizioni, e che parlavano esattamente di questa roba: delle distanze rispetto alle scuole, ai bambini, ai minori.

  Quindi, sottosegretario, per l’ennesima volta vi state tirando indietro innanzi ad una promessa che era stata fatta dal sottosegretario Baretta – se non ricordo male – in Commissione finanze. Ce l’aveva detto circa un anno fa, quando sembrava che con una sorta di parallelismo trasversale rispetto a tutte le forze politiche qui rappresentate oggi alla Camera dei deputati si raggiungesse un obiettivo comune, un obiettivo virtuoso, un obiettivo etico, nei confronti dei cittadini italiani. Ma non potete dirmi che durante la notte qualcuno ha cambiato idea e lo stesso dice che questa roba non c’entra niente con questo provvedimento. Quindi, sottosegretario, le chiediamo ufficialmente una posizione, perché non basta dire che lei è d’accordo con i pareri del relatore di maggioranza, deve motivare questa posizione del Governo, che, per l’ennesima volta, è decadente sotto questo punto di vista. “Semplicemente per riconfermare l’impegno e la volontà del Governo ad agire perché il fenomeno della ludopatia possa essere sconfitto e perché le infiltrazioni criminali, anche nel settore del gioco d’azzardo legale, possano essere definitivamente debellate” ha replicato il viceministro dell’interno Filippo Bubbico. “Questo è un impegno che mi sento di riconfermare in questa circostanza, e riconosco anche un’attinenza tra i contenuti degli emendamenti proposti e i temi della sicurezza, della sicurezza urbana in modo particolare. Ciò nondimeno, però, considerato che la questione coinvolge altri momenti del confronto tra lo Stato, le regioni e gli enti locali, pur consapevoli delle difficoltà e dei ritardi nell’avanzamento di quel confronto, segnalo che la posizione annunciata dal MEF e la posizione della Commissione bilancio, a nostro parere, non può essere superata in questo momento. Confermo la volontà di affrontare la questione in tempi estremamente veloci, individuando le soluzioni più equilibrate a tutela degli interessi pubblici rilevanti, quindi agendo in direzione della limitazione dell’accesso al gioco d’azzardo, promuovendo le norme più efficaci tanto da garantire soprattutto i soggetti più fragili che vengono esposti a questo fenomeno anche attraverso meccanismi di dipendenza”.

 

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