Tre film per riflettere sul gioco patologico e se possibile prevenirlo: è quanto propone la seconda fase del progetto “Vite in gioco” sostenuto dai Piani di Zona del Distretto Socio-Sanitario dell’Appennino bolognese, in collaborazione con l’Ausl.

La rassegna è parte di un più ampio piano di azioni di contrasto al gioco d’azzardo patologico messo in campo dal Distretto Socio-Sanitario e Ausl e finanziato dalla Regione Emilia-Romagna, che ha già visto aprire un ufficio presso la delegazione comunale di Vado di Monzuno. Lo sportello riceve giocatori, familiari, conoscenti e persone direttamente coinvolte nel problema del gioco d’azzardo patologico per orientarli e indirizzarli sui servizi disponibili sul territorio.

L’ufficio è aperto i primi tre martedì di ogni mese ed è co-gestito dalla Cooperativa sociale “Dai Crocicchi”, che si occupa di autonomia e integrazione sociale, housing sociale, minori e anziani, dipendenze, e l’Associazione UDI (Unione Donne in Italia) di Bologna, impegnata nel perseguire l’emancipazione femminile e la parità di genere. C’è anche un servizio di consulenza telefonica al numero 349-7849183.